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Lamezia e l’ immigrazione

la formazione, una risorsa importante sul fronte dell'integrazione
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E in costante aumento, a Lamezia, la presenza di donne e ragazzi stranieri. E’ quanto emerge dai dati della Diocesi lametina, sull’ andamento demografico del fenomeno migratorio.

Un aspetto attuale a Lamezia Terme, che negli ultimi dodici anni ha assistito ad un’immigrazione sempre più massiccia, trasformandosi da territorio di transito in un luogo di inserimento stabile per gli stranieri in cerca di migliori condizioni di vita.

Lamezia Terme è, attualmente, la città più multietnica della Calabria, dove si registrano circa 4290 emigrati, pari al 6 % della popolazione residente, la maggior parte proveniente da Marocco e Romania. Infatti, per la sua posizione strategica, per la presenza dell’ aeroporto e della ferrovia, è un punto di snodo fondamentale per il passaggio degli immigrati. L’ immigrazione degli ultimi anni è stata caratterizzata dall’ incremento di donne e di giovanissimi (o-14 anni), per effetto dei frequenti ricongiungimenti familiari.   

E’ inevitabile, dunque, che le forze sociali si attivino per favorire l’ interazione fra cittadini autoctoni e stranieri. Dalle feste multietniche agli incontri con i più giovani, sono state diverse negli ultimi tempi le iniziative messe in campo per sensibilizzare la comunità locale all’ accoglienza verso gli stranieri che scelgono di vivere a Lamezia Terme. Accoglienza intesa come integrazione e rispetto delle differenze.

Molto attivo, in tal senso, è l’ ufficio diocesano Migrantes, che di recente ha organizzato, con il patrocinio del Comune, la festa dei popoli, “per dar voce ai tanti migrati lametini”.

Impegnata sul fronte della sensibilizzazione, Suor Manuela Simoes, responsabile dell’ ufficio Migrantes, ha spiegato in diverse occasioni come sia importante far incontrare i lametini con i migranti, “affinché Lamezia possa diventare la città di tutti”.

In un incontro, organizzato tempo fa con i ragazzi delle scuole, Suor Manuela Simoes e Alessandra Cugnetto, operanti presso il Centro interculturale “Insieme” dell’ ufficio diocesano Migrantes, hanno spiegato le cause che spingono i popoli a migrare, ripercorrendo la storia dell’ emigrazione italiana verso le Americhe, dal 1876 al 1946, e ricordando le difficoltà vissute allora dai nostri connazionali, vittime di razzismo e di “luoghi comuni”. “Gli stessi luoghi comuni – ha affermato suor Manuela- che oggi vengono usati dai movimenti xenofobi per discriminare gli stranieri che cercano in Italia condizioni di vita migliori. La storia dell’ emigrazione si ripete e noi non dobbiamo mai dimenticare che siamo tutti migranti. Nel Mediterraneo i popoli si sono sempre mescolati tra loro. Chi non accetta la convivenza con gli stranieri non ha il senso della storia.”

Le esperte hanno quindi sottolineato l’ importanza della cultura dell’ integrazione e del rispetto delle differenze. “La presenza di stranieri in Calabria ha fatto ringiovanire la popolazione, ci ha consentito di conoscere culture, religioni e tradizioni diverse dalle nostre, ci ha fatto recuperare lavori che non avevano più manodopera, ha cambiato il volto delle nostre scuole”, rimarcando inoltre come “nella nostra città servirebbero più strutture e servizi adeguati a questa realtà multietnica. Anche se- hanno affermato- qui il senso dell’ integrazione c’è. E lo dimostrano i molti  cittadini immigrati che scelgono di restare a Lamezia, nonostante la mancanza di lavoro”.

Uno sportello di orientamento per gli stranieri

Servono le strutture, certo, ma qualcosa di buono c’è. E vale la pena parlarne, perché la formazione è una grande risorsa sul fronte dell’ immigrazione.

A Lamezia esiste un Centro Territoriale Permanente, cioè una scuola pubblica, con sede presso l’I. C. “Borrello-Fiorentino” di Lamezia Terme – Sambiase, che organizza corsi per adulti e stranieri.

Il Ctp IDA svolge un ruolo fondamentale nella  formazione degli adulti del territorio lametino.    L’obiettivo dei vari corsi di studio, a cui possono iscriversi tutti coloro che abbiano compiuto i 16 anni di età, sia italiani che stranieri, è quello di favorire il potenziamento delle conoscenze di base e  l’acquisizione di nuove competenze (come le lingue straniere e l’ informatica), contribuendo, nel contempo, all’ampliamento delle conoscenze culturali e professionali.

I corsi si svolgono di pomeriggio, durante l’ intero arco dell’ anno scolastico, dai primi di ottobre fino a giugno. A partire dal prossimo anno, i centri territoriali per l’ educazione permanente e i corsi serali saranno riorganizzati su base
provinciale e denominati: “Centri Provinciali per l’istruzione degli adulti”.

Essi godranno di autonomia amministrativa, organizzativa e didattica e avranno un proprio organico distinto da quello degli ordinari percorsi scolastici.

L’ offerta formativa del Centro prevede
percorsi annuali gratuiti per il conseguimento della licenza media, corsi di alfabetizzazione di lingua italiana, di cultura generale, di potenziamento, di informatica,  di lingue straniere (inglese, cinese, arabo, spagnolo). E, ancora,  corsi per badanti, degustazione vini, ceramica e moda.

L’ educazione degli adulti riveste una grande importanza anche sul fronte dell’ integrazione,  poiché offre ai cittadini stranieri possibilità di studio e di inserimento lavorativo. Proprio all’ aspetto migratorio dedica ampio spazio il portale del Ctp Eda di Lamezia Terme, dove il visitatore viene accolto dalla celebre frase di Eleonor Roosvelt: “Il futuro appartiene a coloro che credono nei propri sogni”. Qui si trovano informazioni riguardanti la normativa, i permessi di soggiorno, i soggiorni di breve durata, ingressi per studio e lavoro autonomo.                        

 ll Ctp ha un’importante funzione sociale,  perché le attività formative rispondono all’ esigenza di adeguare le competenze all’ attuale sistema socioeconomico in continua trasformazione.   Sulla base dei bisogni emersi a livello territoriale è stato attivato uno Sportello orientativo per stranieri, che prevede la presenza di un mediatore culturale esperto in problematiche inerenti l’ immigrazione. Lo sportello si occupa anche di mediazione sociale, con l’ obiettivo di contribuire a ridurre il fenomeno criminale e l’ abitudine a delinquere. Gli interventi programmati lavorano in diverse direzioni, come rinforzare il senso di autostima e favorire in reinserimento di realtà extramarginali nei circuiti  della normalità.