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LAMEZIA, Piccioni a Mascaro: “Sindaco sfugge dalle questioni cambiando discorso”

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Che a darmi del “fuggiasco” sia proprio colui che ha abbandonato in modo cinico e senza remore la Vigor Lamezia, da sempre definita un suo grande amore, proprio alla vigilia dell’operazione Dirty Soccer, è un paradosso davvero incredibile.

Anche i bambini sanno che chi esplode ripetutamente in scatti d’ira e aggressività verbale e gestuale, come ci sta abituando il Sindaco ultimamente, ha problemi di autostima e sicurezza.

Peccato che a tenere questi comportamenti sia il primo cittadino che dovrebbe rappresentare tutti: senza distinzione politica, sia chi lo ha votato sia chi non lo ha votato. Così come i bambini sanno che quando non si ha il coraggio di affrontare le questioni poste nelle sedi istituzionali e si è a corto di argomenti, la strategia migliore è quella di spostare l’attenzione su altre questioni.

Prendo atto per l’ennesima volta che il Sindaco sfugge dalle questioni e invece di rispondere nel merito cambia discorso. È facile dire “chi ha sbagliato se ne va”. E soprattutto è semplice dirlo dopo che le cose succedono. Abbia il coraggio di rispondere prima e non dopo: la sua maggioranza (giunta, consiglieri) può fare dormire sonni tranquilli alla città? Di certo non mi sono mai sottratto al confronto e allora lancio la sfida. Scelga il Sindaco la sede: consiglio comunale, incontro pubblico con domande dei giornalisti, trasmissione televisiva. Scelga lui: io ci sarò. E porrò a lui tante domande quanto lui ne ha posto a me: vi assicuro che ci sarà da divertirsi.

Sempre che abbia il coraggio di venire e soprattutto di rispondere. Per il momento voglio solo dire questo: che sono i fatti e non le parole, parole, parole a cui ci ha abituato Mascaro, a dare la cifra dell’amministrazione Speranza nel contrasto alla criminalità. In un momento in cui le cosche a Lamezia erano nel pieno della loro espansione. Un’ultima cosa: ritengo, forse sbagliando, che la vita personale e professionale dovrebbero rimanere fuori dal dibattito politico. Considero la domanda del Sindaco su dove fossi io il giorno in cui si celebrava l’anniversario di Tramonte e Cristiano l’ennesima brutta caduta di stile dettata dal nervosismo. Cercherò con tutto me stesso di non scendere al suo livello, ma sappia che se in futuro proseguirà sulla strada di tirare in ballo questioni personali e professionali, per “legittima difesa” sarò costretto anche io a fargli qualche simpatica domanda… Per finire un consiglio: nella sua maggioranza c’è un segretario di partito, persona per bene e di grande moralità, fine conoscitore di cultura classica. Si faccia una chiacchierata con lui sul significato e sul concetto di democrazia a partire dall’esperienza di Pericle ad Atene.