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Lamezia Terme : Il fallimento della politica e le grandi incertezze.

Verso i periodi elettorali con l’ansia addosso !
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Se dovessimo  chiedere a ciascuno di voi, in questo attuale contesto di tempo e di situazioni varie, dove ci si andrà “ a parare” in occasione delle prossime consultazioni amministrative di Lamezia (tralasciando per ora le prossime europee), la maggioranza risponderebbe o con una stretta di spalle ( significativa) o con delle comprensibili imprecazioni. Del resto, ci siamo domandati cosa i vecchi “politici” hanno fatto per evitare le gravissime emorragie politiche che hanno spiazzato e spazzato via i tradizionali schieramenti? Oppure, girando il senso della medaglia e certi che comunque troveremo gli identici effetti ( indesiderati), dove oggi sono andati a finire i …cari politici , fino ad allora così frenetici su quel presente che oggi mostra le sue piaghe ( e che piaghe)?

Quale quadro avremmo davanti e quali sentimenti verrebbero espressi dagli inviperiti cittadini – elettori?

Saremo sicuramente a rievocare antiche egemonie di potere e non     nutrite e rassicuranti elencazioni di opere necessarie a concretizzare il processo di sviluppo che necessita a questa disgraziata porzione di territorio italiano.- Ci troveremmo allora smarriti nel   nulla del  nulla; e praticamente lo siamo già, a prescindere da qualsiasi schieramento dovessimo partire.

Di tanto in tanto si notano  delle  piccole fiammelle di speranza, spazzate però via dal vento burrascoso della mala politica e dominati sempre più intensamente da un altro “solitario” partito che purtroppo non conosce impedimenti: il partito del “ non voto”.

Occorre tanta forza e tanta speranza per andare avanti : ma con quale volto nuovo e con quale concreto programma di sviluppo ?

I prossimi mesi che verranno indicheranno ( lo si spera) quale grado di dovuta preparazione si svilupperà nel percorso della politica generalmente intesa, proprio allo spesso modus operandi della scuola  ( ad esempio); ma anche in altre situazioni dove si misurerà tradizionalmente il livello di inculturazione della politica e la parallela inculturazione nella cosiddetta “ res socialis” .

Cominceremo a prendere in considerazione il diritto che hanno i cittadini elettori di essere tutti protagonisti nelle scelte del nostro domani e dei nostri figli e delle giovani generazioni. Dovremo ancora rispondere attentamente, e ben preparati, su quali elementi di difesa dovevamo puntare per tenere a debita distanza sentimenti  di accese rivalità.

Ed allora, bisognerebbe partire da tutto ciò che è emerso nel passato, riflettendo su quale ruolo hanno avuto maggioranze ed opposizioni in un meccanismo di garante regime democratico. Andremo a chiedere, ed a chiederci, qual è stato il ruolo delle forze di opposizione (indispensabili per governare bene), ricordando come esse hanno il grande compito di spingere in direzione del bene comune, a cui dicono di rapportarsi sia le forze di centro, che di desta o di sinistra.

In un significativo editoriale apparso sulle colonne del “ Corriere della Sera” del recente 9 dicembre, Angelo Panebianco sottolineava così: “Le democrazie che restano a lungo senza opposizione o con una opposizione troppo debole, impotente, corrono gravi pericoli”.

Il ragionamento politico fin qui generato è ovviamente valido sia se si tratti di politica di centrodestra o di centrosinistra. In ognuna delle varie formazioni politiche ( o presunte tali) quel che ne verrebbe fuori è la rappresentazione di uno stato confusionale e comatoso, essendo saltati completamente i meccanismi che tengono saldamente in vita il ruolo della democrazia, perché alimentati  da un pericoloso “partitismo” e da una grande sete di potere, ma non di un vivo e costante desiderio, frutti che sarebbero maturati sotto il garante ceppo del bene comune.