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L’analisi del Sindaco Mascaro sui grandi temi di sviluppo di Lamezia che coinvolgono anche Catanzaro e l’intera Regione.

Intervista al Sindaco , a cura del nostro Direttore- Prima parte
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Puntualmente è arrivato il giorno dell’intervista al Sindaco, avvocato Paolo Mascaro,  per fare un breve punto della situazione, dopo un anno ed un mese dal suo insediamento a Sindaco di Lamezia Terme; una città che ha tutto, o quasi, nel bene e nel male, e che oggi sta spingendo verso un cambiamento radicale per toglierla dall’orlo di un precipizio tanto discusso così come tanto tormentato, che ha un nome da ricordare nella sua storia, purtroppo: il dissesto finanziario.

Arriviamo in una mattinata frizzante di piena  estate e lo troviamo di buon mattino all’ingresso dello  “storico” Palazzo comunale, tenuto a battesimo dal Presidente Napoletano, da cui ne prende la denominazione.

Bastano pochi minuti di attesa vissuti nel semplice salottino a pochi passi dal suo ufficio: qui si nota veramente che siamo anche in clima di risparmi: luce elettrica assente, così com’è assente l’aria condizionata.

Gli argomenti sono tanti da trattare: con lui li affrontiamo tutti d’un fiato; per i nostri lettori in due distinte pubblicazioni: oggi, martedì 9 agosto, e domani, mercoledì 10 agosto ( le risposte date dal Sindaco sono quelle  in corsivo – grassetto ( n.d.r.)

 

  1. – Dopo 13 mesi dal suo insediamento a Sindaco della terza città della Calabria noto che si sta sviluppando una richiesta pressante su quel che si è fatto , convinti tutti che la macchina comunale non abbia ingranato la sua giusta marcia e che molte promesse siano rimaste inadempiute. La cose stanno proprio così?

R.- Assolutamente no. Probabilmente chi non  ha posti all’interno della Giunta sottovaluta l’importanza di ciò che s’è fatto. Ecco che Forza Italia, per vie interne a quello che era stato all’originario gruppo di F.I. si trova a non avere in Giunta un proprio rappresentante, sottovaluta in maniera eclatante quanto di buono, di importante e di positivo s’è fatto nell’interesse della Città. Quindi, è una mancata conoscenza a leggere all’interno della Giunta.

  1. E’ da più di 50 anni che, come giornalista, posso ben affermare che alcuni grandi temi di sviluppo locale  sono solo stati enunciati e poi accantonati; la politica locale, è evidente, non ha fatto altro che promettere di certo e poi mancare di sicuro . Tanto per riportare in auge alcuni medi – grandi progetti che avrebbero potuto disegnare  un sicuro sviluppo della Città e del comprensorio, gliene menziono alcuni, nella speranza che non restino più lettera morta:  l’area vasta metropolitana Catanzaro – Lamezia; il parco turistico – termale; la metropolitana di superficie Catanzaro – Lamezia; piano spiaggia; Ente Fiera o polo  fieristico; porto turistico. Ecco, iniziamo su alcuni di tali punti prospettati: Area metropolitana Catanzaro – Lamezia  ed il porto turistico.

Se parliamo sostanzialmente dello sviluppo di quest’area vasta e cruciale della Calabria sono d’accordo sull’errore storico che c’è stato nel non avere puntato decisamente su un’area Catanzaro – Lamezia, per far si che nella diversificazione delle caratteristiche dei territori e nell’equa distribuzione di quelli che dovevano essere i punti di eccellenza e di priorità per il territorio si doveva fare molto di più.

Io ho tentato, fin dall’inizio di quello che è il mio mandato elettorale, di avere una interlocuzione positiva con la città di Catanzaro e, quindi, con il Sindaco che attualmente la rappresenta, per dire di stare attenti ( e su questo c’è la piena condivisione) a questa che è un’area centrale della Calabria di grande importanza. Se noi riusciamo a far si che quest’area centrale possa avere ulteriori prospettive di sviluppo è l’intera Regione che riesce a trarre linfa vitale dallo sviluppo di quest’area per poter confermare così l’immagine di una Regione che non c’è più, che è allo sbando.

Come sia proprio allo sbando lo dimostra quella che è la piaga dell’emigrazione. Noi abbiamo una Calabria che purtroppo è vittima di una desertificazione  abitativa che è veramente spaventosa e viene tenuta leggermente in piedi solo dall’aumento della popolazione residente composta da extra-comunitari.  Ma, purtroppo, gran parte della Calabria va via e questo  vuol dire che la Calabria non ha saputo dare delle risposte. Allora, ad oggi, una risposta può essere quella di un’area vasta Catanzaro – Lamezia che sappia sfruttare quelle che sono le risorse reciproche, le potenzialità dei territori. Cioè, mi immagino un’area vasta Catanzaro – Lamezia in grado di poter sviluppare ancor di più quelle che sono le potenzialità infrastrutturali del territorio lametino, grazie all’opera che ha veramente cambiato in positivo il destino della Calabria negli ultimi 40 anni: ed è l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. Senza quest’aeroporto oggi la nostra Regione sarebbe in condizioni di assoluta arretratezza e di distacco dal resto non solo della Nazione, ma del resto del mondo e che farebbe paura.

Ed allora, per esempio, l’aver individuato nell’aeroporto internazionale, quale quello di Lamezia nel cuore della Calabria, non è stato solo un vantaggio per il territorio lametino o per il suo Sindaco, ma dell’intera Calabria.

Sul progetto dell’area vasta avrei comunque tante cose da scrivere, riportando ed analizzando fatti e commenti riportati dai giornali dell’epoca e così come la immaginavano coloro che sarebbero potuti diventare i padri fondatori di quest’area tanto agognata ma tanto tribolata . Ma come la pensiamo, oggi?

Oggi pensare ad un’area vasta Catanzaro – Lamezia, nella quale vi possa essere una metropolitana leggera di superficie che faccia sì che – coinvolgendo gli abitanti dei diversi ex Comuni di Nicastro, di Sambiase e Sant’Eufemia Lamezia, la potenzialità di questo aeroporto, l’aver realizzato a Germaneto quel che comunque è la Cittadella universitaria, la cittadella regionale, il Policlinico universitario di alto  livello, questo può portare ad un ulteriore, positivo sviluppo di tutta l’area, in maniera che Catanzaro e Lamezia diventino più vicini, da raggiungere con facilità, questo è un punto favorevole non solo per il territorio lametino ma per l’intera Calabria.

Pensare ad una sanità che sappia in maniera equa, e con distribuzione paritaria di eccellenze significa avere  in quest’area centrale della Calabria un’offerta di eccellenza, servirebbe ad attenuare, a diminuire quella emigrazione sanitaria che tanto costa alla Regione Calabria.

Immaginiamo quest’area Catanzaro – Lamezia nella quale vi possano essere dei poli di eccellenza, quali il “ Pugliese – Ciaccio” nella città di Catanzaro, la Clinica universitaria in Germaneto, il “ Giovanni Paolo II” nel territorio di Lamezia non come una struttura quasi giornalmente depredata da sottrazioni di reparti o di depotenziamento di reparti, ma che invece abbia delle eccellenze che possano essere – ad esempio- il “ Trauma Center” al servizio dell’intera Regione e che possa essere al servizio di circa due milioni di abitanti nell’intera Regione, servirebbe sicuramente a migliorare l’offerta sanitaria in Calabria. Immaginiamo in quell’area industriale un grande porto, il porto della Calabria; un porto che possa essere non  il porticciolo da 500 posti, ma il grande porto turistico da cinquemila posti, e che sia allocato in prossimità dell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. Quindi, immaginare un grande porto turistico che possa essere a pochi minuti dall’aeroporto internazionale di Lamezia Terme e che possa essere comunque  facilmente raggiungibile .

Facciamo allora decollare la Calabria; creiamo un grande porto turistico a Lamezia, nell’area industriale, da cinquemila posti – barca: ciò sarebbe un’opera di grande respiro per l’area centrale della Calabria, ma lo sarebbe per l’intera Calabria.

Poi ci sono altre iniziative che si possono portare avanti nel rispetto della distribuzione equa in quest’area centrale