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Le crisi di prima e di oggi I nuovi scenari futuri. Un nuovo modo di fare politica nell’era del tripolarismo. Cosa fare e da dove cominciare?

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Le crisi di prima e di oggi I nuovi scenari futuri. Un nuovo modo di fare politica nell’era del tripolarismo. Cosa fare e da dove cominciare?

State avvertendo con quanta calma inquietante sta procedendo la vita nella nostra Città?

E, più che altro, state percependo che in circolazione – ovunque – serpeggia una preoccupante rassegnazione, anche se qualcuno scopiazza di tanto in tanto il compianto Pino Daniele nel mentre canticchiava “tanto a nuttata ha da passà …!”

Così è ridotta Lamezia Terme, quella città che avrebbe dovuto farci impattare con la Brasilia bandiera dello sviluppo socio – tecnologico- economico, per come ci avevano fatto credere i vecchi politicanti, prendendo invece in giro la popolazione con una serie impressionante di grossi progetti per cui, per la maggior parte, si rilasciavano copiose parcelle per diritti di progettazioni e per ripetute pubblicazioni sui giornali, anche a livello nazionale.

Possiamo benissimo affermare che s’è cresciuta e pasciuta una intera generazione, che di fatto aveva momentaneamente bloccato il traffico dei nostri flussi di emigrazione, nella speranza che finalmente il progresso e lo sviluppo sarebbero dovuti essere conseguenze delle tante opere pubbliche promesse da qualsiasi parte politica che si alternava alla guida politico – amministrativa di questa martoriata Città.

Oggi, un metodo perseguito per mettere tutti a tacere dinnanzi anche alle più elementari problematiche, è quello del silenzio, essendo stato raccontato che – fino a quando dureranno i Commissari prefettizi al Comune- nessuna foglia si muoverà: almeno per quanto concerne le opere di normalissima amministrazione straordinaria. Cosa che, non dispiaccia ai Commissari, non si sta proprio verificando, tanto che i ritornelli delle cose non fatte sono sempre gli stessi: le buche per le strade spuntano come funghi e colpiscono gli incolpevoli automobilisti, che nemmeno possono pretendere di richiedere il rimborso per i danni subiti, tanto la cassa comunale fa acqua da tutte le parti. E poi c’è il problema dell’acqua con i disservizi noti a tutti; ci sono strutture pubbliche chiuse per problemi, anche elementari; Ci sono zone della città completamente al buio di notte; ci sono le immondizie che ingombrano le strade e producono aria irrespirabile: ma non è, questa, tutta materia di normale amministrazione?

Se poi si mette piede nel di dentro di Palazzo di Città per conferire con uno dei Commissari , bisogna far ritorno a casa perché tal Commissario o tale tecnico si sono dimessi e con le mura non si può di certo parlare.

Ma dove sta andando questa Lamezia?

Bisogna aspettare così fino a tutto il 2019, e passa, quando si dovrebbe avere una nuova e regolare Amministrazione comunale, con tanto di neo Sindaco e di neo Assessori? Ma nemmeno questo è certo che avverrà.

Ed allora monta la rabbia e monta la rassegnazione: due fenomeni che socialmente sono considerati come dei peggiori cancri della società !

L’altro giorno, un noto commerciante del luogo, ricordando i miei vecchi – cari anni di attività televisiva, mi aveva avanzato tale proposta: “ Perché non fate una rubrica televisiva, tipo quella che portavi avanti con Doris Lo Moro e dal titolo “Pronto, Sindaco? Ora la potresti denominare “ Pronto, Commissari”?. Vi troveremo noi gli sponsor.  Ma fate anche voi qualcosa!!!”.

Trovare gli sponsor: ok. Ma poi verranno i Commissari, o chi per loro? E, comunque,  che colpa avranno loro – Commissari -se i problemi che hanno aperto la crisi spaventosa appartengono ad altri amministratori della Città?

Allora è tuto morto e sepolto? Non proprio.

Proprio l’altro ieri l’ingegnere Francesco Grandinetti ha presentato una validissima proposta da cui ricominciare: riprendere il discorso della creazione di una sorta di metropolitana di superficie che agganci la Città di Lamezia, e del suo vasto comprensorio, con Germaneto, ove ci sono gli uffici regionali; c’è un nuovissimo ospedale; ci sono le industrie e perfino si potrebbe costruire un grande stadio, come era nei sogni del compianto ingegnere Adriano Merlo. Finalità? Raggiungere tale polo in un quarto d’ora appena di auto; oppure, in treno con appena dieci minuti! ; e vi sembra poca cosa?

Ed allora, non si faccia morire la politica. Fino al 2020, anno delle nuove elezioni, si intensifichino i dibattiti politici su tali e su altri problemi , per farsi trovare pronti dinnanzi alle grandi sfide della globalità, non solo di quella universale, quanto di quella prettamente locale e regionale.

Ed attenzione ai venti nuovi della politica: l’Italia è entrata ormai in un tunnel di precorrimento socio – politico alimentato da tre fonti di luce e non più da piccole lampadine: saranno i poli le future appartenenze politiche: quello del centrodestra; quello del centrosinistra e quello dei pentastellati.

Lo vogliamo animare un dibattito serio, su questi temi, per il bene delle nuove generazioni?



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