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Vecchi mestieri: soltanto nostalgici e vacui ricordi!

Siamo in un mondo globalizzato alla mercé del dio danaro
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Non ci sono posti di lavoro: vero! A farne le spese sono soprattutto i giovani: ed è altrettanto vero.
Spesso si leggono casi in cui, se la mamma o il nonno non riescono a dare la cosiddetta “paghetta”, si causerebbe la crisi del richiedente.

Ma, mi chiedo e dico: è stata qualche volta discussa la vera causa di mancanza di lavoro, con tutte le conseguenze annesse?
Molti fanno voli pindarici con le loro elucubrazioni di “alta” economia, chiamando in causa vari fattori di incidenza e tralasciando sempre di portare in primo piano  impieghi e mestieri che ormai non ci sono più.

Provate a cercare, qualora ne avreste bisogno, un falegname, un idraulico, un elettricista, una badante (italiana), un ragioniere per una piccola azienda, una sarta! Oppure, quante volte avreste avuto desiderio di vedere come si lavorano i cestini in vimini, o la pazienza di una ricamatrice, o l’arte “povera” di un ceramista. Sarà una vera e propria impresa!

falegnami

Eppure, quelle persone portavano “risorse” alle loro famiglie e i componenti della famiglia si intendevano fra di loro con un sorriso genuino o con un movimento ritmato della testa.

Si dice, ed è vero, che l’economia globale abbia ucciso l’economia vera, l’economia etica.

Anche i posti di lavoro, quando si trovano, oggi sono “globalizzati”, nel senso che oggi si è con un occhio al lavoro da sbrigare e con l’altro agli sms da una parte all’altra del mondo.
Anche la preghiera in una chiesa o davanti ad una immaginetta a casa, è proprio così: da una parte si sta con la “lista della lavandaia” da spiattellare dinanzi al buon Dio, dall’altra c’è il “dio danaro”, con tutte le sue tragiche conseguenze!

E ci si piange addosso, quasi sempre: una postura (chi se lo ricorda lo potrà testimoniare) che era sempre improntata alla spensieratezza, alla schiettezza, alla spontaneità.

Credo che nessuno abbia mai visto, ricordando i tempi passati, un falegname  assorto pesantemente sui suoi pensieri, una sarta che non ti dava mai consigli o di uno scultore della creta maledire la sua opera … e così via.

Tutto è invece precipitato quando il “dio danaro” ha fatto capire che quelli erano lavori umilianti; che non facevano riempire le tasche; che deturpavano il fisico. E così, man mano, tante care, vecchie e nostalgiche botteghe artigiane si sono chiuse, e per sempre!
Dove sono le botteghe dei falegnami, degli idraulici, delle sartine e delle ricamatrici, degli artigiani del ferro, del vimine, della creta, eccetera?

Tra poco chiuderanno anche i parrucchieri. Il ragioniere dei conti spiccioli non ci sarà più. Spariranno i meccanici, gli idraulici e gli elettricisti … tanto, il dio danaro ha fatto capire che in altre parti, e con altri lavori, si fanno cumuli di danaro.
E verrà a raccontare, sempre il dio danaro, che la mafia – con un sol colpo magico – riuscirà a fare avere, senza niente ed in pochissimo tempo, immobili e macchine di lusso, belle donne, investimenti finanziari in Svizzera ed il controllo della vita delle persone che danno fastidio. Ci potrebbe scappare perfino un inchino profondo di una statua della povera Vergine Maria dinnanzi a chi sa diventare il potente di turno.

Come vorremmo ripristinare i vecchi mestieri e le antiche professioni! Come vorremmo il “Dio vero” che pigli a calci nel … il dio danaro!
Come vorremmo. Lo so, rimarrà soltanto come un nodo in gola!