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L’inchino della Madonna dinnanzi all’abitazione del boss

Il parroco, dopo giorni di silenzi, riapre la partita delle polemiche e sbotta: “La redenzione è per tutti”.
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Dopo giorni di silenzi e, molto probabilmente, anche di riflessioni o di diversità di vedute, ritorna a far parlare di se il fatto strettamente collegato alla processione  ad Oppido Mamertina, ove la statua della Madonna è stata  fatta fermare dinnanzi alla casa di un capo della ‘ndrangheta col segno dell’inchino, indispettendo tutti e portando il Vescovo della Diocesi di Oppido-Palmi alla sospensione fino a data indeterminata di tutte le processioni.

A riportare benzina nel fuoco delle polemiche è lo stesso parroco che avrebbe acconsentito a tale operazione, Don Benedetto Rustico che, commentando  le indagini della Procura di Reggio Calabria, ha dichiarato testualmente che “gli arresti non servono, così si criminalizza e basta”. All’intervista, concessa a “La Stampa”, il parroco ha aggiunto:

La processione ha sempre fatto lo stesso percorso, da decenni fa quel mezzo giro in prossimità di corso Piemonte, si faceva già molto prima che la famiglia Mazzagatti si trasferisse in quella strada. Tra i portatori c’è anche chi ha avuto problemi con la giustizia. Ma la redenzione è per tutti.

In caso di processo per gli indagati, il parroco afferma: “Saremo al fianco di questi ragazzi, ci costituiremo con loro, non possiamo abbandonarli, perché non hanno fatto niente”.