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L’invasione di zanzare e altri insetti pericolosi: dalle disinfestazioni ai consigli pratici

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Dovrebbero essere questi i giorni in cui su tutto il territorio di Lamezia sono in atto le operazioni di disinfestazione contro le serie minacce che trasmettono animali di ogni genere; ma con particolare attenzione per una vera e propria invasione di zanzare.

Se va bene l’intervento della pubblica amministrazione in queste mirate e dovute iniziative, parimenti dovrebbe essere l’attenzione dell’uomo verso tutto ciò che può provocare una più massiccia presenza di tali animali, ad iniziare da una più accurata e severa attenzione verso la pulizia del territorio.

In ogni modo,  ecco i consigli da seguire per evitare la nascita e lo sviluppo delle larve:
– eliminare i sottovasi (o comunque non lasciare ristagnare l’acqua) e moderare le annaffiature;
– impedire i ristagni di acqua piovana sui teli e sugli oggetti esposti all’aperto;

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– verificare periodicamente che le grondaie ed i pozzetti delle acque piovane e le canalette di scorrimento delle acque in eccesso, siano ostruite;
– non lasciare all’aperto contenitori che possano raccogliere acqua (barattoli, ciotoli per animali, piscine gonfiabili, giochi per bambini, pneumatici) e tenere rovesciato l’annaffiatoio;
– coprire bidoni, secchi; cisterne e vasche con coperchi ermetici, teli ben tesi o reti zanzariere.
Queste misure di prevenzione sono utili anche per combattere le zanzare comuni, che hanno un ciclo di vita simile alla tigre. La zanzara tigre fino a pochi anni fa non era diffusa: originaria delle foreste tropicali dell’Asia, ha viaggiato tra vari continenti grazie al commercio navale di copertoni d’auto, in corrispondenza di piccole raccolte di acqua ferma.

La zanzara tigre femmina è ematofaga (si nutre di sangue) per  riprodurre le sue uova, è abbastanza aggressiva, può infliggere più punture in poco tempo (anche attraverso abiti leggeri, in particolare quelli scuri) e punge di giorno (primo mattino e tardo pomeriggio) In caso di reazioni alla puntura (arrossamento, gonfiore, prurito) si deve lavare e disinfettare la zona interessata, non grattarsi, praticare lievi impacchi con ghiaccio (non a contatto con la pelle) applicare crema lenitiva e se necessario una a base di cortisone.

Per proteggersi dalle punture, si suggerisce di indossare abiti chiari, mettere zanzariere alle finestre, chiudere i finestrini delle auto in sosta, usare prodotti repellenti, evitare i profumi. Il breve ciclo di vita della zanzara tigre è caratterizzato da quattro fasi. Le uova vengono deposte sulle pareti del contenitore a pelo d’acqua e la schiusa delle uova avviene dopo qualche giorno quando scivolano dentro l’acqua. Le uova deposte a fine autunno riescono a sopravvivere alla basse temperature dell’inverno per poi schiudersi a primavera, grazie alla luce ed al calore. Dalle uova sommerse in acqua fuoriescono le larve, che vivono in acqua, si nutrono di particelle e di altri microrganismi e respirano grazie al sifone. Si allungano progressivamente 8 da 1 a circa 10mm) fino a trasformarsi in pupa; in questa fase l’insetto compie una completa metamorfosi per poi emergere come adulto. La femmina (con apparato boccale pungitore) vive in media tra i 20 ed i 35 giorni e può deporre varie serie di uova; ogni deposizione comporta un quantitativo tra 50e100 uova. In piena estate questo ciclo completo può compiersi in soli 7-10 giorni; quindi anche una minima raccolta d’acqua che si mantenga per più di 6 giorni può trasformarsi in un focolaio di infestazione.

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( torrente Canne)

Da parte nostra, aggiungiamo di attuare una stretta vigilanza sui rigagnoli di acqua che, attraverso i torrenti con ormai scarsa portata d’acqua, scendono a valle, provocando la permanenza duratura di acqua stagnante, specialmente laddove ci sono canne e rifiuti vari ( vedi foto).