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L’Italia nel pallone !

Riflessioni sull'eliminazione dai Mondiali di Mosca 2018
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Non debba sembrar demagogica la riproposizione di quel che è stato unanimemente definito come un dramma, o, peggio, una sciagura per il nostro bel Paese.

In realtà, l’eliminazione della Nazionale azzurra di calcio dal campionato mondiale di Mosca ha scatenato un putiferio a 360 gradi, per come era del resto previsto : ma, lo vogliamo sottolineare, non è stata una tragedia. Le tragedie sono ben altre; ad esempio, un padre di famiglia che non ha lavoro; le difficoltà dei giovani ed il loro espatrio per tirare al meglio la vita ( ma che vita!); gli efferati omicidi ed i casi di femminicidi; le alluvioni ed i terremoti che distruggono tutto; e via di seguito.  Non ci sono, quindi, i presupposti per aggravare lo status generale di crisi in Italia, anche perché il turismo basato su  grandiosi eventi sportivi si giocano a Mosca e non in Italia. C’è solo il rammarico ( questo si) per aver interrotto una lunghissima sequenza di nostre presenze – anche coreografiche- al mondiale e si sono ampliati – spesso distruttivamente – i commenti del dopo – eliminazione. Commenti che riudiremo e rileggeremo  nella prossima estate, appesantiti però dalle mancate “ notti italiane” che resero celebre una “ pazzia calcistica tutta italiana”, quando si inseguiva un gol per rimanere felici, estasiati, tutti uniti e con la voglia pazzesca di vivere quelle emozioni. Mancano i nostri  gol che mettevano tante dosi di adrenalina in ciascuno di noi. E vabbè, pazienza !

Un’Italia che non ha saputo evitare di prendere i proverbiali calci nel sedere da una modesta, piccola – piccola, ma fallosa – fallosa  qual è stata la sorprendente “svezietta”.

Come spiegarla questa situazione ? Credo che sia utile soffermarsi ( per intercettare il tutto) sui nervi a fior di pelle di De Rossi che, chiamato in causa negli ultimi minuti di gioco per svestirsi della tuta e tenersi pronto per entrare in campo, è andato su tutte le furie, gridando ai panchinari azzurri che era da preferire Lorenzo Insigne, stranamente in panchina! Lui che nel Napoli trova dei gol impossibili ed a ripetizione e che è stato preferito ad un inefficace Darmian ( comunque bravo) da una parte, e dall’altra un Candreva non efficace come tante altre volte. Ma quale partita stavano seguendo?

Che delusione, poi, il mister, Giampiero Ventura: un fallimento totale, con richiesta corale di dimissioni  (puntualmente arrivate). Bravo, comunque, a passeggiare su e giù nel piccolo spazio consentitogli, con la testa bassa, il viso visibilmente come di uno che non ci ha capito niente!

Ora c’è tutto il dopo – eliminazione da portare a termine nel più breve tempo possibile; ad iniziare da chi prenderà il posto del “ signore della disfatta” e con l’addio ai “vecchietti” , protagonisti di tante   trascorse estati italiane … inseguendo un gol!

Importante, fin da subito, non perdere la voglia del calcio, che distruggerebbe anche un campionato nazionale molto interessante, con squadre che a questa povera Svezia potrebbero giocare al pallottoliere.

Juve, Napoli, Inter, Roma, Lazio porteranno il calcio azzurro a darci altre emozioni con la Champions e le altre Coppe europee. E dimenticheremo la Svezia!

Lasciamo che sia il nuovo Commissario tecnico ad individuare quali sono le forze attuali che possono garantire una ricostruzione del calcio italiano : per ripartire, e ripartire alla grande.