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Mai deliberati dalla Regione Calabria tre milioni di euro per i propri dirigenti

Il Presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, risponde alle accuse e avanza delle promesse
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L’Ufficio di Presidenza, contrariamente a quanto si sostiene con evidente intento denigratorio e con l’obiettivo di creare confusione nell’opinione pubblica , non ha mai deliberato 3 milioni e mezzo di euro per i propri dirigenti.
Chi lo sostiene mente sapendo di mentire. Ed agisce non solo contro la verità, ma lede anche la credibilità delle istituzioni democratiche e consapevolmente favorisce l’ondata antipolitica che si nutre proprio di falsità e accuse generiche quanto infondate.

La secca e sdegnata smentita esternata dal Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, ha fatto ieri il giro rapido e convulso nei vari organi di stampa, soffermandosi all’interno dei gruppi politici che in questo momento sono in evidente fibrillazione, anche a seguito di un’altra notizia choc pubblicata nella tarda serata di ieri e incentrata sulla decisione del Tar di ordinare l’immediata indizione del ricorso alle urne.

Nella mattinata di oggi sono stati ancora in primo piano queste due evidenze politiche, che hanno al centro del dibattito la solenne promessa assunta ieri dal Presidente del Consiglio regionale, Talarico, condensata in queste brevi ma significative frasi: “Nel rispetto della legislazione vigente e dei contratti di lavoro, avendo ben presente le argomentazioni contenute nella relazione del Mef in riferimento agli anni 2008/2012, l’Ufficio di Presidenza ha deciso, all’unanimità e dopo proficui e numerosi confronti con le organizzazioni sindacali, in attesa che si giunga agli auspicati e definitivi chiarimenti nonché alla nomina del nuovo Collegio dei revisori dei conti cui saranno trasmessi tutti gli atti per acquisire il previsto parere, deliberato, nonostante le richieste di avere il 100 per cento delle spettanze, erogato un acconto pari al 70 per cento del fondo previsto dall’Amministrazione per il 20013 ai circa 400 dipendenti dell’Assemblea legislativa”.

Per quanto riguarda la decisione del Tar, oltre alle riflessioni che hanno già trovato spazio in queste nostre pagine, rimandiamo ad altra parte del giornale.