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Il mercato ortofrutticolo e florovivaistico di contrada Rotoli,perchè gratis alla Lamezia Multiservizi e non agli Agricoltori ?

Mascaro firma il fallimento programmatico
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Ancora una volta il Sindaco Mascaro parla bene e razzola male, abbiamo ormai imparato che ha una concezione tutta sua di cosa sia la legalità, basta raccontare l’ultima che ha combinato per capire che ormai sorgono perplessità anche sulla sua competenza giuridica. Io non sono un avvocato ma ho imparato che un provvedimento può essere variato o annullato da un altro provvedimento dello stesso livello, pertanto una delibera di Consiglio comunale può essere variata solo da un’altra delibera di Consiglio comunale.

Il comune di Lamezia Terme fu assegnatario di un finanziamento europeo di € 3.000.000 ed aggiungendo altri € 700.000 realizzò in località Rotoli il Mercato Ortofrutticolo e Florovivaistico che avrebbe dovuto sostenere  le attività agricola del nostro territorio.

L’amministrazione Speranza realizzò l’intervento in località Rotoli ed in data 7.5.2012 con delibera Consiliare n.5 approvò il Regolamento.

Il Regolamento fu fatto con l’intenzione di realizzare un altro carrozzone politico, simile alla Multiservizi, infatti per sole 8 postazioni e sei uffici si prevedeva l’assunzione di cinque unità lavorative di cui due dirigenti.

I prezzi esosi chiesti agli interessati fu di € 1.638 mensili per i posti, e di € 490 mensili per gli uffici, € 600 per il bar e € 1000 per un locale destinato alle associazioni, naturalmente tutti i consumi, come è giusto che sia a carico dei concessionari. I prezzi così esosi non fecero decollare l’attività.

Il Regolamento, con ben 50 articoli, assolutamente improprio per otto posti di vendita, con una spesa che  carica quasi un dipendente a postazione, non poteva che produrre il fallimento.

Naturalmente in tutto questo non si può non rilevare che il vantaggio avuto dal COMALCA di Catanzaro, che vede autonomamente sparire un pericoloso rivale sul territorio che esprime la quasi totalità della produzione agricola provinciale.

In data 3.11.2017 con delibera di Giunta n.361 il sindaco Mascaro con un colpo di spugna cancella il Mercato all’Ingrosso di Lamezia Terme e concede i locali gratuitamente alla Multiservizi.

E’ del tutto evidente che né lui né la Giunta si sono resi conto della gravità di quanto fatto, per vari a spetti sia giuridici, sia politici, sia sociali.

Prima di tutto la cancellazione si sarebbe dovuta fare con un atto equipollente, ovvero con delibera di Consiglio.

Secondo aspetto con la cancellazione del Mercato all’Ingrosso, Lamezia rinuncia ad un settore economico che dovrebbe essere trainate e di supporto allo sviluppo agricolo della Piana.

Poi ci sono i risvolti di natura legale, infatti la delibera di Giunta è stata costruita ad arte, come ad arte è stato chiesto il parere alla regione Calabria, rappresentando un falso di come le cose sono realmente.

Infatti la delibera, che a mio avviso dovrebbe essere di grande interesse per la Corte dei Conti e forse anche per la Procura della Repubblica, si espone che gli assegnatari delle postazioni ripetutamente sollecitati non ne hanno voluto sapere di iniziare le loro attività.

Anche la Regione Calabria dà parere favorevole all’assegnazione alla Multiservizi, specificando che “.. e che quindi il progetto non sia generatore d’entrata”.

Come mai agli agricoltori si chiesero somme così esorbitanti con tanti altri fardelli e alla Multiservizi gli si consegna una struttura gratuitamente?

E’ strano che i dirigenti Dottoressa Nadia Aiello e Chirico Maria Cristina abbiano consentito che questa delibera venisse adottata, va immediatamente revocata ed il problema posto all’attenzione del Consiglio.

L’unica cosa che c’è da fare è chiamare i commercianti e fare anche a loro la stessa proposta che è stata fatta alla Multiservizi, ovvero gestione gratuità della struttura, con a carico i consumi e la manutenzione e chi ci deve guadagnare è l’agricoltura della Piana, in armonia alla natura del finanziamento europeo.

L’agricoltura di Lamezia Terme è da tempo in continuo declino senza vedere all’orizzonte prospettive, abbiamo perso il grande patrimonio vitivinicolo dove le cantine Florio e i Campagna con il loro referente Cav. Antonio Carnovale, dalla sicilia attingevano al grande vino di Nicastro e Sambiase o come dimenticare il gruppo industriale Gallinari di Reggio Emilia , a  cosi la filiera della frutta, pesche e merendelle.

il doc Lamezia è un patrimonio della piana di Lamezia Terme, ma è lasciato al suo declino, anzi, senza vigneti a chi giova ?

La fiera agricola di Lamezia che doveva essere l’agorà degli agricoltori è sfumata in un mercato di cineseria e “Ghjiacuvelle, ciacianelli e lazza” senza creare quel vero dialogo fra mondo della produzione e nuove tecnologie per migliorare il settore.

resta la filiera olivicola, ed anche su questa l’Amministrazione che governa la città è priva di un piano strategico, dimenticandosi di avere il DOP LAMETIA !