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Michele Alessio di S. Giovanni in Fiore fra i sette partecipanti selezionati alla Fiera del Riso di Isola della Scala

La scommessa dello chef-ragazzino, dalla Calabria al Tempio veronese dei risotti
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C’era anche una rappresentanza della Calabria del riso e del vino d’alta qualità, ieri a Isola della Scala-Verona per la Fiera del Riso e il VI Concorso nazionale “Il Risotto del Sommelier”. Fra i sette partecipanti selezionati, insieme alle rappresentanze di Marche, Veneto, Romagna ed Emilia, è stato protagonista dell’evento anche il giovanissimo Michele Alessio, chef del ristorante-agriturismo Cascina di Fiore di San Giovanni in Fiore (CS). Affiancato dal fratello Antonello (provetto sommelier), Michele Alessio (appena 26enne) ha preparato in diretta, davanti al pubblico ed alle telecamere, il suo Risotto mantecato con Pecorino Crotonese Dop doppia stagionatura, fichi dottati di Cosenza Igp e scorzetta di Cedro di Calabria.

Molto apprezzata, la creazione di Michele si è avvalsa di uno straordinario prodotto dell’arte casearia crotonese, di fichi dottati sia freschi che secchi e di una sottilissima strisciolina di buccia di cedro dell’Alto Tirreno cosentino. Ad esaltare il piatto, Antonello Alessio ha scelto l’abbinamento con l’Efeso 2015 delle Cantine Librandi di Cirò Marina, il calice dorato e luminoso da uva Mantonico (battezzato dall’entusiasmo genuino dell’indimenticabile Luigi Veronelli: ”di fronte al miracolo enoico – scrisse sul Corriere della Sera –  mi sono inginocchiato”) che non smette di incantare per bella struttura e pienezza di profumi.

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“Si è trattato di un’occasione imperdibile – ha affermato presidente dell’AIS Calabria, Maria Rosaria Romano, presente all’evento di Isola della Scala – anche per rimarcare che nella nostra terra c’è una tradizione importante e secolare di riso e risaie che i sommelier dell’Ais sono impegnati a valorizzare”. “La Calabria è la regione risicola più meridionale d’Italia – ha aggiunto – e oggi può vantare una cucina in grado di mettere in luce anche questo prodotto insieme ai vini di qualità che impreziosiscono la gastronomia, specie quella più identitaria.”