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Nella Piana di Lamezia, sono in aumento i reati economici

(2° parte fine)In particolare, frodi, contraffazioni, reati di natura tributaria e fallimentare sono nel mirino delle forze dell‘ Ordine, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.
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Nella piana di Lamezia sono in aumento gli illeciti economici e, nel contempo, si rafforza l’azione repressiva delle istituzioni. In particolare, frodi, contraffazioni, reati di natura tributaria e fallimentare sono nel mirino delle forze dell‘ Ordine, della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

Per combattere l’evasione, nel 2009 è stata siglata a livello locale un’intesa tra la città di Lamezia Terme e la direzione regionale delle Entrate. Si tratta di uno scambio di informazioni in virtù del quale il Comune si impegna a segnalare all’Amministrazione finanziaria: fenomeni evasivi, con particolare riguardo all’economia sommersa; situazioni relative a soggetti che fittiziamente hanno trasferito la residenza all’estero in territori considerati a fiscalità privilegiata; situazioni relative al controllo dei fabbricati locali; plusvalenze da cessioni di aree edificabili e fabbricati. Mentre, da parte sua, l’Agenzia mette a disposizione del Comune dati relativi alla somministrazione di energia elettrica, acqua e gas; contratti di locazione di immobili e dichiarazioni di successione.

Nell’ ambito dell’evasione fiscale il sistema di frode più utilizzato è la falsa fatturazione. Fatturare operazioni economiche inesistenti (in tutto o in parte), a danno della spesa pubblica o delle entrate fiscali, è una tecnica illegale largamente praticata. Anche la criminalità organizzata se ne serve per celare attività usurarie o estorsive.

falsa fatturazione

L’estorsione non lascia in pace neppure il mondo del lavoro dipendente. In alcune realtà aziendali di maggiore rilievo, come la grande distribuzione, si registra infatti la tendenza allo sfruttamento dei lavoratori, ai quali spesso vengono corrisposte retribuzioni inferiori a quelle documentate in busta paga. L’operazione “1° maggio”, condotta dal gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, comandato dal tenente colonnello Fabio Bianco, ha avuto appunto l’ obiettivo di reprimere le estorsioni di alcuni datori di lavoro nei confronti dei loro dipendenti, i quali venivano costretti a subire condizioni di lavoro vessatorie, sotto la minaccia del licenziamento.

Per i consumatori e il made in Italy, invece, l’allarme riguarda la vendita di prodotti recanti marchi contraffatti o non rispettosi delle norme di sicurezza, specialmente da parte di operatori commerciali di etnia cinese. L’ operazione “Contrattak” condotta dai “baschi verdi”, contro le contraffazioni della colla “Super Attak” e dei detersivi di note case produttrici, ha portato alla denuncia in tutta Italia di 37 soggetti, responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commercializzazione di prodotti contraffatti, e al sequestro di oltre 17.000 confezioni falsificate, compreso il materiale tipografico utilizzato per la perpetrazione dei falsi. In altre operazioni, sono stati sequestrati oltre un milione e mezzo di oggetti non conformi alle norme italiane ed europee sulla sicurezza a tutela dei consumatori finali dei beni.

made

Fra i crimini economici è in aumento anche l’esportazione illecita di valuta, che viene perpetrata con espedienti sempre più vari e “fantasiosi”. Per esempio, nell’ aeroporto internazionale di Lamezia è stata intercettata tempo fa un’ ingente somma di denaro abilmente nascosta dentro un innocuo panino.

Le indagini finanziarie e gli accertamenti patrimoniali hanno consentito ai militari di colpire al cuore la delinquenza organizzata, sanguinosa piaga del territorio lametino, che ha sempre esercitato pesanti pressioni sulla realtà socio-economica, in particolare sull’ imprenditoria. Mirare al cuore “economico” delle organizzazioni criminali ha contribuito non poco a destabilizzarle, smembrandone i legami interni di affiliazione.

Particolarmente interessante è il dato riguardante gli illeciti nella pubblica amministrazione. A tal proposito, si registra un aumento di denunce da parte di cittadini che segnalano all’autorità giudiziaria irregolarità nel pubblico operato, agevolati dalle leggi sulla trasparenza e il diritto di accesso agli atti amministrativi.

Come sempre più frequenti sono le chiamate di docenti e dirigenti scolastici, che richiedono interventi negli istituti per reprimere l’uso di stupefacenti. Costante attenzione è riservata al contrasto della circolazione delle droghe, sia in riferimento allo “spaccio” che al consumo di cannabis e cocaina, la cui diffusione sul territorio costituisce motivo di preoccupazione per l’opinione pubblica.  Il controllo nelle scuole è finalizzato principalmente alla prevenzione, per impedire agli adolescenti di accostarsi alla pericolosa realtà della droga.