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Ordinanza di custodia cautelare per 24 presunti esponenti delle cosche di ‘ndrangheta di Rosarno denominate “Pesce” e “Bellocco”

L’operazione eseguita a Reggio Calabria dai Carabinieri del Ros e dal Comando provinciale di Reggio Calabria
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Associazione di tipo mafioso, porto e detenzione illegale di armi e munizioni, favoreggiamento personale e intestazione fittizia di beni, fattispecie, quest’ultime tre, aggravate dalle finalità mafiose.

Sono questi gli atti di accusa che hanno stamane portato i Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e ai domiciliari emessa, con contestuale decreto di sequestro preventivo di beni, dal gip di Reggio Calabria su richiesta della DDA reggina, a carico di 24 presunti esponenti delle cosche di ‘ndrangheta di Rosarno denominate “Pesce” e “Bellocco”.

Tra loro anche Giuseppe Spataro, 57 anni, zio di Giuseppe Pesce (34) detto “testuni” e indicato come elemento di spicco del clan. Determinanti si sono rivelate le dichiarazioni della collaboratrice di giustizia Giuseppina Pesce. Gli arresti fanno seguito a otto fermi eseguiti il 16 luglio scorso.

La Guardia di Finanza del Comando provinciale di Reggio Calabria ha concorso nell’esecuzione della misura cautelare nei confronti di uno degli indagati, già detenuto, sul cui conto nel corso di distinte attività d’indagine sono stati raccolti altri elementi di reato.