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Il patrimonio culturale di tutti, per tutti

Conversazione con Caterina Ingoglia, oggi, martedì 22 gennaio, ore 17.30 E le risorse umane del MArRC si arricchiscono dei nuovi funzionari restauratori
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L’Italia è un meraviglioso mosaico di straordinari paesaggi naturali e culturali. E il Museo è il luogo privilegiato per una visione d’insieme su questo straordinario panorama, con un’attenzione particolare al territorio e lo sguardo rivolto al futuro. Attraverso le attività di ricerca, di tutela e di valorizzazione, nel confronto e nella collaborazione tra esperti nelle diverse aree del sapere e della creatività insieme ai non specialisti, si aggiungono nuovi “tasselli” di bellezza e di sapienza.

In questa prospettiva, martedì 22 gennaio 2019, alle ore 17.30, in Sala Conferenze, il MArRC e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria organizzano l’incontro con la studiosa Caterina Ingoglia, docente di metodologie di ricerca archeologica presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università degli Studi di Messina e curatrice del volume miscellaneo “Il patrimonio culturale di tutti, per tutti”.

La pubblicazione raccoglie i risultati della giornata di studio a carattere interdisciplinare promossa sul tema  dalla Cattedra dell’ateneo messinese di cui è titolare Ingoglia, nel marzo 2017, in due sessioni: “Patrimonio culturale, territorio, comunità” e “Il futuro dei beni culturali”, con i contributi di (in ordine alfabetico): Gioacchino Barbera, Mario Bolognari, Giuseppe Cacciaguerra, Cinzia Dal Maso, Francesco Faeta, Sandro Garrubbo, Katia Giannetto, Caterina Ingoglia, Gioacchino Francesco La Torre, Daniele Malfitana, Daniele Manacorda, Nicolette Mandarano, Antonio Mazzaglia, Valentino Nizzo, Grazia Salamone, Mariarita Sgarlata, Francesca Spatafora, Giuliano Volpe. Il volume comprende anche una sezione dedicata al “Patrimonio culturale e futuro in Sicilia” e una alla “Nuova accessibilità culturale”.

In conversazione con la curatrice, interverranno: il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, e la presidente del CIS della Calabria, Loreley Rosita Borruto.

«Ho scelto di riunire studiosi di varie aree su questo tema perché è un valore su cui credo fermamente. Il patrimonio culturale è davvero di tutti e deve essere condiviso e partecipato con tutti, nella collaborazione tra professionalità e saperi. Nella giornata di studio interdisciplinare all’Università di Messina sono stati presentati anche due progetti “ben riusciti” con questa metodologia: del Museo Archeologico Regionale “Antonio Salinas” di Palermo e dell’Istituto IBAM del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Catania», spiega la professoressa Ingoglia. «Il titolo è la sintesi di un approccio ai beni e alle attività culturali. La conoscenza specialistica deve essere la componente fondamentale di una condivisione con tutta la società, attraverso la divulgazione e la fruizione delle ricerche con un metodo interdisciplinare – afferma la studiosa –. E questo metodo può diventare una vera e propria professione, su cui investire per i nuovi lavori da offrire ai giovani, oltre ad essere un valore civile su cui fondare la deontologia di chi opera in quest’ambito».

Il direttore Malacrino dichiara: «Il patrimonio culturale è la ricchezza più importante che una comunità custodisce e trasmette alle nuove generazioni. Il progresso della società si costruisce attraverso la conoscenza, la ricerca, la creatività, la bellezza prodotta e condivisa. Questa missione è il cuore del progetto culturale e del programma di valorizzazione del MArRC. E su questa missione sono state attivate le sinergie nel territorio, sempre più numerose e dinamiche. I risultati raggiunti nel 2018 – continua il direttore – e, al di là dei numeri, il caloroso gradimento che il pubblico testimonia quotidianamente in varie forme e attraverso diversi strumenti, ci confortano di essere sulla strada giusta. Stiamo lavorando al riordino dei depositi e sono in programma importanti mostre, per un’offerta dinamica e coinvolgente. Nel 2019, quindi, il Museo sarà sempre più aperto e inclusivo, con tante attività e iniziative all’insegna dell’efficienza, della sicurezza e della bellezza».

Il patrimonio delle risorse umane, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, si è intanto arricchito dei nuovi funzionari restauratori, assunti con il cosiddetto “concorso dei 500” indetto dal MiBAC. Le nuove assunzioni sono tra le priorità che il ministro Alberto Bonisoli ha dichiarato nel programma di governo sui beni culturali anche nel 2019. Virgilio Vecchio e Barbara Fazzari sono già a lavoro, con impegno e passione, insieme a Vincenzo Fazzari, tra i dipendenti da più tempo in servizio al Museo.

«Il restauro dei reperti, con gli interventi di pulitura, ricomposizione e integrazione, è prezioso e indispensabile per la conservazione, la ricerca e la valorizzazione del patrimonio culturale in tutta la sua bellezza. A questo impegno – conclude Malacrino – il Museo sta rivolgendo grande attenzione. L’esposizione “A nuova vita” del 2017 ha già presentato tanti interventi di restauro del nostro laboratorio; presto ci saranno nuove, importanti novità».