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Ma chi pensa e penserà ai “poveri di oggi” che, per cause di forza maggiore, non percepiscono nessuna entrata economica?

Crediamo che tante famiglie siano allo stremo delle forze mentali, ma soprattutto economiche. L’iniziativa del CDU di Lamezia.
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Rileviamo che, in questo periodo così grave e drammatico, qualunque sia l’aiuto da parte dello Stato, delle Regioni e dei Comuni, non potrà bastare se non ci sarà la solidarietà delle tante associazioni, dei volontari e dei semplici cittadini che si stanno adoperando in modo encomiabile.

Crediamo, però, che tante famiglie siano allo stremo delle forze mentali, ma soprattutto economiche.          I cosiddetti poveri, individuati e già catalogati sulla base dei loro redditi dichiarati e dei loro ISEE degli anni precedenti, possono continuare a rifornirsi attraverso l’ottimo lavoro del Banco alimentare del Comune, della Diocesi e della Caritas, che deve continuare ed essere garantito in ogni caso.

Ma chi pensa e penserà ai “poveri di oggi” che in passato lavoravano ed oggi, per cause di forza maggiore, non percepiscono nessuna entrata economica? Per fare solo alcuni esempi: camerieri, baristi, muratori, commessi, commercianti, lavoratori agricoli, … e la lista potrebbe allungarsi tantissimo. Magari in alcune famiglie lavoravano pure i figli maggiorenni e portavano anche loro i soldi a casa.

A questo punto pensiamo che a Lamezia ci sia bisogno di un “Banco alimentare suppletivo”, di un “Centro di distribuzione alimenti” più allargato che preveda il sostentamento anche di questa nuova categoria di famiglie.

Lamezia Terme ha un suo popolo ormai maturo e solidale e lo sta dimostrando e lo ha dimostrato mediante l’esempio di tante associazioni in diversi momenti dell’anno e nel tempo.

Allora chiediamo alle tante Associazioni cittadine, presenti nel mondo del volontariato e delle Parrocchie, di farsi promotrici di un Centro raccolta alimentare dove tutti i cittadini possano conferire generi di prima necessità e, successivamente, organizzare la distribuzione, magari anche con la consegna a casa. Addirittura si potrebbe organizzare anche la “busta della spesa sospesa” presso vari supermercati della città. Il Comune potrebbe patrocinare questa iniziativa.

Questa nostra proposta, non certo innovativa, senza dubbio migliorabile e piena di difficoltà, servirà a non attendere in passività i tanti soldi statali promessi, sperando che arrivino, ma sarà fondamentale per aiutare questa nuova categoria di “famiglie povere” che hanno difficoltà a superare, adesso, questo periodo di estrema incertezza e precarietà.

Gli aiuti non si danno con gli slogan, ma con azioni concrete. Offriamo, sin d’ora la nostra disponibilità per qualunque tipo di collaborazione o contributo possa essere utile.