Notizie, cronaca, sport, eventi della Città di Lamezia Terme

Cittadino Agricoltura

Per uscire dalle macerie politiche, da dove ripartire

Lamezia obbligata a decidere fin da subito: non può rimanere più da sola, indifesa e abbandonata !
699 0

Tutto come previsto e tutto per come riportato nei nostri servizi dei giorni scorsi e nell’editoriale pubblicato, sempre nei giorni scorsi: la vittoria del “partito dell’astensionismo”, cioè, e sul cui dato e sulla cui amplificazione numerica bisogna interrogarsi e ragionare, pacatamente ed umilmente, negli interventi politici che sicuramente susseguiranno.

Tutto il resto non conta, o conta poco. Ha vinto “Tizio”, ha perso “Caio”, questo non interessa ai calabresi che hanno disertato le urne perché dietro di tutto ci sta un substrato di malcontenti che chiamarli tali sarebbe fin troppo generoso.

Diciamola papale papale: i calabresi sono “incazzati” neri per come, pur in presenza di una crisi lacerante, nel corso di questi mesi passati la politica s’è basata sugli scambi di accuse, sulle inutili ed aggravanti prese di posizioni, sulla distanza che i politici hanno creato ( volontariamente o involontariamente) con il popolo, specialmente quella parte di popolazione che non arriva economicamente a fine mese; o su quei tanti giovani che sono costretti a ricorrere alla “paghetta della nonna” pur di far finta di non stare poi tanto male.

Socialmente ed economicamente, proprio da questi vuoti si ramificano i poteri occulti della ‘ndrangheta. Non servono le manifestazioni, le sfilate, le cene, la discesa di personaggi che la mafia non l’hanno vissuta.

Nel contesto locale, ovvero di Lamezia e del lametino, la politica esce sconfitta, nettamente sconfitta, mortificata e derisa.

Pensate: una città ed un comprensorio di oltre 100 mila abitanti che non riesce ad esprimere in Consiglio regionale un solo suo rappresentante, ad eccezion fatta per Scalzo! Sono rimasti appiedati i vari Talarico, Magno, Speranza e non sono state “premiate” alcune giovani candidature.

Non ci si attenda ora che gli interessi di Lamezia vengano fatti propri dai politici di Catanzaro, o di Cosenza, per non parlare poi di quelli di Crotone e di Reggio Calabria.

Su un social, accampava questo angoscioso ed angosciante titolo: “ ahi , ahi, poveri noi!”.

Oltretutto siamo nelle vicinanze di una nuova e più incerta e preoccupante campagna elettorale: le amministrative di primavera.

Se dovessimo subire gli effetti di queste elezioni regionali, Lamezia non avrebbe maggioranze stabili e credibili, per come è avvenuto nei mesi passati e, principalmente, non avrebbe rivitalizzanti ricambi politici da attuare, almeno rimanendo nell’ambito dei tradizionali partiti politici.

I giovani, coloro che avevano fatto capire di essere preparati per affrontare la “res pubblica”, si sono scoraggiati e si sono messi da parte (o sono stati messi da parte?).

Sono spariti anche i cattolici che avevano aderito alla formazione politica frequentando la Scuola di Dottrina Sociale, così saggiamente pensata e voluta dalla Chiesa.

Ed allora, lo spunto per poter lavorare per un “diverso futuro” si basa su queste due ultime coordinate: giovani in politica e cattolici in politica, lavorando anche per ridurre quel 60% di cittadini elettori che non sono andati a votare.

Per la nuova campagna elettorale di marzo 2015 manca ormai ben poco, soprattutto in giorni, considerando le festività natalizie. Non resta allora che iniziare a lavorare da subito, ma non sulla falsariga di come lo stanno facendo i partiti tradizionali, i cui leader sono a tutt’altre faccende affaccendati anziché andare alla ricerca delle soluzioni dei problemi della povera gente e del bene comune.