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E’ più che urgente che vengano immediatamente garantiti i livelli di sicurezza necessari al presidio ospedaliero di Lamezia e a tutte le strutture socio sanitarie ricadenti sul territorio.

Lo richiede una nota del Partito della Rifondazione Comunista di Lamezia Terme-
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“Il 14 marzo scorso fu annunciata, con grande enfasi, la costituzione, nel nostro ospedale, di una Task Force, delegata a gestire l’emergenza Coronavirus e fu riferito che erano stati individuati gli spazi necessari all’accoglienza e cura degli ammalati. L’altro ieri l’associazione Senza Nodi ha denunciato, tra l’altro, che nel nostro Pronto Soccorso si è dovuti ricorrere a del semplice domopak e a del nastro adesivo per proteggersi da un sospetto positivo al virus”.

Inizia così il testo integrale della denuncia – segnalazione resa pubblica dal Partito della Rifondazione Comunista, che tra l’altro così approfondisce:

“Nel mezzo di questi accadimenti abbiamo appreso di Unità Operative chiuse e sanificate d’urgenza, di personale lasciato colpevolmente senza i Dpi (dispositivi di protezione personale), di persone, sottoposte al tampone, costrette ad attendere in macchina il risultato delle analisi e pare, inoltre, che alcune sere fa si sono dovuti addirittura sospendere i ricoveri in Pneumologia.

Siamo in presenza di un’emergenza nell’emergenza fatta di improvvisazioni, di cattiva gestione, di totale assenza di pianificazione e di attenzione alla sicurezza. Un quadro allarmante che richiederebbe”, suggerisce la nota del PRC,” l’intervento della magistratura. Una situazione che rischiano di pagare molto caro gli operatori sanitari in prima linea, ad iniziare da quelli impegnati nel P.S.  e, con loro, i familiari e a catena, l’intera popolazione. Un contesto gravissimo del quale non si è tenuto minimamente conto, tanto, da pensare di potere trasferire a Lamezia i poveri ospiti dellla RSA di Chiaravalle. Una condizione inaccettabile che può riproporre, se non vi si pone rimedio immediatamente, gli errori e le omissioni avvenute in Lombardia, dove, è bene ricordarlo sono ad oggi 4183 gli operatori sanitari (medici, infermieri, Oss) contagiatisi nel corso del loro lavoro. E’ ora di smetterla con la politica degli annunci quotidiani della Santelli e dei responsabili dell’assessorato. Annunci puntualmente smentiti dai fatti, così come dimostrano i gravi episodi avvenuti a Lamezia e in tutta la regione. I lavoratori dell’ospedale e con loro i ricoverati e l’intero comprensorio lametino hanno il diritto di potere usufruire di un presidio ospedaliero che rispetti tutti i parametri di sicurezza dettati dalle norme vigenti, dal buon senso e, soprattutto, dalla grave emergenza alla quale siamo sottoposti.

Ci sentiamo di fare appello, innanzitutto, ai sindaci del comprensorio, oggi impegnati quotidianamente a dare risposte alle loro comunità, affinché pretendano al più presto e con determinazione che vengano immediatamente garantiti i livelli di sicurezza necessari al presidio ospedaliero di Lamezia e a tutte le strutture socio sanitarie ricadenti sul territorio, condizione necessaria per la salvaguardia della salute dell’intera comunità.