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Plurifondo per una gestione snella dei soldi europei

Lo sostiene l'assessore al bilancio Giacomo Mancini in replica agli attacchi della deputata Nesci
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Si accende la polemica tra la deputata pentastellata Dalila Nesci da Tropea e l’assessore regionale al bilancio Giacomo Mancini che va giù pesante.

 La governance dei programmi operativi è un tema troppo importante per essere lasciato alle superficiali considerazioni dell’onorevole Dalila Nesci.

Per questo – prosegue Mancini – ritengo utile far comprendere non solo alla parlamentare, ma ai nostri concittadini la portata innovativa del modello che l’amministrazione ha pensato e votato per dare maggiore trasparenza ed efficienza alla gestione delle risorse comunitarie assegnate alla Calabria.

Per prima cosa per il ciclo 2014-’20 abbiamo deciso di ricorrere al cosiddetto plurifondo. In parole semplici abbiamo deciso, innovando rispetto al passato anche recente, di unire le risorse Fesr e quelle Fse in un unico grande fondo (appunto plurifondo) così da avere una sola cabina di regia politica e amministrativa che programmi le risorse, superando le sovrapposizioni di interventi e le duplicazioni di progettualità che i due fondi separati (in gergo tecnico, monofondo) hanno fatto registrare anche nel ciclo 2007-’13.

Giacomo Mancini

Giacomo Mancini

Per gestire il plurifondo la Giunta prima e il Consiglio regionale poi, hanno disegnato una governance snella e insieme plurale in cui spiccano anche professionalità interna alla regione, costituita da un direttore generale (al quale è stata attribuita anche la funzione di autorità di gestione, anche se personalmente avrei scisso i due ruoli) e da due cosiddetti organismi intermedi delegati a seguire più da vicino l’uno le tematiche specifiche del Fesr e l’altro quelle del Fse. Insomma quattro funzioni ricoperte da 3 professionalità (e non da una soltanto) per gestire circa 10 miliardi di euro per i prossimo sette anni.Ma in questa fase l’amministrazione deve affrontare nell’interesse della Calabria non solo la sfida del ’14-’20, ma deve fare ogni sforzo per portare a casa il risultato della ‘7-’13. In 18 mesi (entro il dicembre 2015) dobbiamo rendicontare la spesa di un miliardo di euro. Una partita da far tremare le vene ai polsi. Per giocarla al meglio, la Giunta prima e il Consiglio poi hanno deciso di affidarsi ad una professionalità diversa da quella alla quale abbiamo assegnato il compito di curare il ciclo ’14-’20. Dare nelle mani di una persona sola il destino della Calabria sarebbe stato un errore enorme. Per questo su mia proposta abbiamo scelto di chiamare a questa responsabilità la dottoressa Paola Rizzo. Una funzionaria giovane, onesta e preparata interna all’amministrazione che in questi anni ha servito gli interessi della Calabria contribuendo in maniera decisiva a superare fasi complesse e molto difficili.

Dalila Nesci

Dalila Nesci

Personalmente (e lo dico per rispondere alle sgradevoli affermazioni dell’onorevole Nesci) ho conosciuto la dottoressa Rizzo al momento del mio insediamento e mai le ho chiesto quali fossero le sue simpatie politiche. Ho invece inteso proporre ai colleghi di giunta il suo nome perché penso sia la scelta più giusta per la Calabria.E se in futuro i calabresi, attraverso il loro voto, dovessero chiamarmi ad altri incarichi, posso dire fin da subito che mi impegnerò affinché ai ruoli apicali dell’amministrazione siano chiamate anche le migliori professionalità interne di cui la regione può disporre e che meritano di essere meglio valorizzate. Ho infatti chiarissimo che il nemico da abbattere è quello dei brontosauri regionali. Quotidianamente avverto i loro tentativi di bloccare la macchina amministrativa pur di difendere rendite di posizione e nicchie di potere. Arrivano anche a tentare di mettere i bastoni tra le ruote per ritardare la gestione dei fondi comunitari. Questo cancro va debellato. Bisogna annullare le lungaggini, cancellare le pastoie, sconfiggere gli interessi opachi. Chiamare a condividere le scelte, e non perseverare a decidere nel chiuso delle prorpie stanze di burocrati». «Per questo – conclude Mancini – abbiamo pensato ad una gestione plurale nella gestione delle risorse comunitarie. Perché così siamo convinti di mettere un mattone importante nella costruzione di una regione più trasparente ed efficiente».