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A poco più di 40 giorni dal voto per le politiche, il clima si fa rovente.

Mons. Nunzio Galantino : “ la gente ha bisogno di sentire delle promesse che siano però realizzabili”.
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Già al termine delle trascorse festività natalizie, se non già qualche giorno prima, s’è praticamente “scatenata” la campagna elettorale in vista del voto elettorale del prossimo 4 marzo.

Sarebbe oltremodo normale tutto ciò se non si fosse però registrato tutto il po – po di accuse e di veleni che riducono la competizione politica ad una vera e propria rissa ed un modo di rimproverarsi le cose – rimpallandole – fatte ( male) o addirittura non fatte, nonostante le immancabili promesse da marinai.

Già si nota un clima politico impregnato di scambi di accuse che mettono in evidenza il perché il sistema italiano non riesce a spingere l’economia ed a suscitare lo sviluppo graduale nel tempo. Una situazione, questa, che è stata ben analizzata dal Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, Monsignor Nunzio Galantino, in occasione della conferenza stampa di presentazione della Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, in programma proprio per oggi.

S.E.Mons. Nunzio Galantino

“ Il popolo sa distinguere chi vende fumo, da chi vuole rimettere in cammino l’Italia o comunque darle un’accelerazione ancora più bella e forte”. Ed in un contesto di promesse ( come accennato) che si stanno accavallando in una sorta di “ corsa allo sbaraglio”, si moltiplicano gli interessi per l’accaparramento di poltrone politiche necessarie alla suddivisione pratica del potere. In siffatto marasma, il Segretario Generale della CEI chiede e si chiede: “ Io non so se in questo momento c’è poco realismo, ma sicuramente la gente ha bisogno di sentire delle promesse che siano però realizzabili.

Occorre”, prosegue ancora, “ un sussulto di onestà, di realismo e di umiltà da parte di coloro che chiedono il nostro voto”.  Tradotto in modo pratico, ciò significa “ fare proposte adeguate, realistiche e concrete”. Condividendo il richiamo fatto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, monsignor Galantino spinge nella direzione di soddisfare il bene comune, il bene di quella gente comune che fatica oggi a guardare in una prospettiva di futuro la propria vita e quella dei propri figli”.

Chiude il suo intervento invitando a puntare dritti verso la famiglia, quella fatta di padre, madre e figli, che non deve chiedere quasi scusa di esistere, ma è necessario che abbia tutte le possibilità di potersi sviluppare”.

E per far questo, occorrono politica nuova e politici nuovi. Viene chiesto a tutti coloro che abbiano svolto per due volte consecutive il mandato di parlamentare di lasciare spazio ai giovani. Tutto al contrario, invece, per come – nella gran parte – sta avvenendo. Da qui nasce la disaffezione alla politica e da qui aumenta sempre più l’esercito dei non votanti.