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Preoccupante gesto intimidatorio ai danni dell’imprenditore Rocco Mangiardi

Dai primi attestati di solidarietà: NO ALLA MAFIA !
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Cominciano ad arrivare alle redazioni delle varie testate giornalistiche le prime reazioni al grave gesto intimidatorio che stamane si è verificato a Lamezia ai danni di Rocco Mangiardi, da tempo nel mirino della ‘ndrangheta per aver avuto il coraggio di denunciare i suoi estortori ed aver facilitato numerosi arresti di persone legate al clan Giampà.

L’imprenditore ha trovato nei pressi della propria abitazione, all’esterno del contenitore di plastica e vetro, una croce dipinta di color rosso per mezzo di una bomboletta spray, identici segni disegnati anche ad una distanza di 200 metri da casa sua.

Le Forze dell’Ordine stanno vagliando la natura del gesto, la cui portata preoccupa, e non di poco.

Gli attestati di solidarietà: si segnala quello della Segreteria provinciale della Cgil Catanzaro – Lamezia:

“L’esempio di come si può vivere in una società a testa alta e dignitosamente”, sottolinea la segreteria cgiellina, “ci è offerto quotidianamente da Rocco Mangiardi, al quale la CGIL di Catanzaro vuole esprimere la propria vicinanza e solidarietà, dopo l’ennesimo atto intimidatorio perpetrato ai suoi danni nei giorni scorsi.

 

Condanniamo fermamente coloro i quali, diversamente, agiscono di nascosto, al buio, e scambiano la vigliaccheria delle loro azioni per coraggio e forza.

 

La CGIL”, conclude la segreteria sindacale, “continuerà a battersi contro la ‘ndrangheta per affermare la legalità accanto alle persone come Rocco Mangiardi, grazie al quale è stato possibile infliggere un duro colpo alle cosche lametine”.

L’altro messaggio è a firma dell’ex parlamentare Costantino Fittante, attualmente Presidente di una Associazione culturale:

“”Apprendiamo delle minacce a Rocco Mangiardi. A nome mio e del Centro “Riforme – Democrazia – Diritti” che presiedo, esprimo la solidarietà e la vicinanza a Rocco e alla sua famiglia. Per quanto è nelle nostre possibilità, Rocco non sarà lasciato solo”.

La nota così prosegue: “Il 9 gennaio 2009, quando Mangiardi ha testimoniato nell’aula del Tribunale di Lamezia indicando senza esitazione l’autore delle richiesta di “pizzo”, ha costituito uno spartiacque.

E’ anche grazie a lui se altri imprenditori hanno alzato la testa, denunciato le estorsioni, contribuito alle operazioni delle forze dell’ordine e degli inquirenti che hanno portato allo smantellamento di due delle più agguerrite cosche lametine.  La minaccia a Mangiardi sta ad indicare che c’è chi negli ambienti di ‘ndrangheta si fa avanti per ricucire i gruppi colpiti dalle operazioni che hanno portato agli arresti e alle condanne dei mesi scorsi.

La Città, le forze sociali ed i partiti, devono coralmente mobilitarsi per bloccare da subito questo tentativo di ripresa delle pratiche delittuose.

Tutti dobbiamo ricordarci la scomunica che Papa Francesco ha rivolto agli appartenenti alla mafia e accogliere le esortazioni della Conferenza Episcopale Calabra: schieraci, scegliere da che parte stare, isolare la delinquenza organizzata, affermare i valori ed i principi della convivenza civile, della solidarietà, della legalità. In tale direzione noi ce la metteremo tutta”.