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Prossimi al voto di primavera: Lamezia auspica una chiara dialettica politica e partitica

QUALI SARANNO LE NUOVE MAGGIORANZE E QUALI LE NUOVE OPPOSIZIONI ? ATTUALMENTE VIGE IL MARASMA
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L’accantonamento della politica in un angolo oscuro e tortuoso del “non dialogo” è uno tra i rischi di più grosso spessore che si paventa per Lamezia Terme. Ma è anche un rischio annesso e connesso alla politica riferita in ambito regionale e nazionale, come emerso in alcuni dibattiti televisivi che sono sotto gli occhi di tutti.

I segnali che provengono da Lamezia Terme incombono più minacciosamente, soprattutto in vista delle amministrative della primavera prossima, allorquando i lametini saranno chiamati ad indicare una loro nuova guida politico – amministrativa per la città, ed una maggioranza ed una opposizione saldamente ben costituite e rappresentate.

Ma, ahinoi, con quali partiti e con quali esponenti saldamente radicati ad una ben precisa e solida “fede politica” ? Qui sta il problema e, se questo è il problema (per come lo è) è proprio questo lo scoglio da dover superare, iniziando fin da subito a “fare politica” agendo sulle “macerie della politica, per come le abbiamo chiamate nei giorni scorsi. Ma soprattutto bisogna partire con il  ritorno ad una politica vera e ad una espressione politica che si andrà ad indicare attraverso il voto della prossima primavera.

Bisogna entrare negli ambiti dell’astensionismo politico e ridurre al massimo quegli spazi che un tale astensionismo s’è creato, proprio per indicare sonoramente una bocciatura di quell’altra parte della politica, unitamente a quei politici che l’hanno sostenuta. Qui viene il difficile.

Molti pensano che il problema sia risolvibile chiamando in causa i giovani, come se i giovani avessero la classica bacchetta magica per risolvere quel che gli altri non hanno voluto ( o saputo) fare.

Occorre un ricambio “pilotato” attraverso un’analisi degli errori fatti ed una verifica se – assieme agli errori – siano potute essere costruite delle cose anche buone, dalle quali ripartire.

Ecco, allora, perché all’orizzonte – per ora – si palesano degli elementi di disturbo o di contrasti che mettono in primo piano lo spettro di una mancanza sia di maggioranza e sia di opposizione, presagio – questo – di un commissariamento della res pubblica e di una consegna allo strapotere della ‘ndrangheta e del malaffare.