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Quando al posto di una squisita bistecca alla fiorentina ci propineranno un arrosto di ragni.

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L’abitudine alle nostre tradizioni alimentari sta celermente mutandosi in mutazione al nostro modo dei essere, di vivere, di osannare i piaceri della tavola nel ricordo della nostra nonna o della nostra mamma che si tramandavano – nel segno dell’assoluto rispetto e garanzia- le profumate e golose pietanze.

Molti di quei cibi, a parere degli scienziati, vengono oggi alterati o addirittura viziati da un pericoloso handicap iniziale . Così si hanno i pesci contaminati o le carni che causano il cancro; le verdure coltivate nelle terre contaminate dai rifiuti tossici o il gallo con l’influenza virale; perfino anche il caffè al veleno !

Ed allora, dopo questo quadro disastroso, ci viene spontaneo di chiedere: ma non dovremmo più mangiare? E’ arrivato il tempo delle pillole nutritive ?

Sulla tavola, per la mensa quotidiana che già la si vive in modo disordinato e diseducativo, non  sapremo più cosa mettere, e questo è un guaio ! Ed ancor di più è un guaio trovarci di fronte, nei nostri supermercati o nei negozi alimentari in genere, offerte di prodotti alimentari che in effetti rappresenterebbero la “ via di fuga” , o – meglio – di salvezza . Quali ? Quelli semplicemente prodotti a base di insetti, come mosche, larve, bachi da seta, ragni, cavallette e via di seguito.

insetti alimentari

Ma non preoccupiamoci più di tanto, perché da una ricerca fatta dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare si assicura ( ci assicurano) che l’uso di questi insetti o di questi non tanto “graziosi” animaletti sono visti come fonte di vita alternativa che può portare a notevoli benefici ambientali, economici e di sicurezza alimentare, visto che il loro allevamento provoca inferiori emissione di gas serra e ammoniaca rispetto al bestiame, e una più elevata efficienza sul fronte delle proteine.

Una volta rilasciata questa garanzia, allora il mercato si tranquillizzerà  dinnanzi ai nuovi prodotti alimentari e si proporranno ricette varie a base dei citati insetti ( e di altri ancora), come – ad esempio- : tagliatelle ai ragni, o risotti alle mosche, o dolci ai bachi da seta, o bollito alle larve.

Ma non preoccupiamoci più di tanto sui rischi di una cattiva alimentazione, in quanto gradualmente ci abitueremo alle nuove risorse alimentari e persino a quella “tazzulella e cafè “ che, a quanto dicono – provocherebbe  gravi malattie.

Ma siamo anche certi che la moltitudine degli italiani continuerà a preferire  sempre le buone bistecche alla fiorentina , o i salami norcini e calabresi, o le squisite grigliate di pesce o, per finire, l’aromatica, ottima “ tazzulella e café “.

Infatti, secondo una studio della Coldiretti, “ sono appena l’8% gli italiani che assaggerebbero gli insetti, mentre il 7% si farebbe tentare dai ragni, e mentre ben il 19% non esiterebbe a mettere nel piatto la carne di coccodrillo”.

Proposta finale ? Teniamoci cara l’ottima nostra dieta mediterranea e, se lo preferiamo, di tanto in tanto stuzzichiamo i semplici piaceri del pane e cipolla, magari accompagnati dal salutare olio calabrese !