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Quel bambino (non troppo) Levato

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Sono giorni che non si fa che parlare di lei, di questa “madre” a cui hanno “barbaramente tolto il bambino che aveva appena messo al mondo”. Da ferragosto, giorno in cui il neonato ha emesso il suo primo vagito, sui giornali e nei tg ha tenuto banco la notizia‘shock’della crudeltà delle istituzioni:“Il piccolo, subito dopo il parto – si leggeva ovunque – è stato sottratto alla madre che non ha potuto nemmeno vederlo” – e una buona parte dell’italica popolazione, quella che si autodefinisce ‘sana’ perché la sola portatrice di buoni sentimenti e di emozioni sincere – non ha tardato a latrare -come di consueto- contro l’atroce ingiustizia.
C’è chi sente, ancora a distanza di giorni e nonostante il bambino non sia stato mai effettivamente allontanato dalla madre, di vivere “in una Società a perdere che non tutela i bimbi”; decine di cuori teneri sparsi su tutto il Paese si dicono sconvolti perché convinti che “un neonato ha sempre bisogno di essere allattato dalla madre”, e poco importa se la madre è una delinquente finita in carcere per aver commesso delle atrocità gratuite ai danni di incolpevoli uomini che si fidavano di lei.
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Sì, perché questa madre per cui oggi si chiede a gran voce «un minimo di umanità» di umanità non ne ha avuto quando ha stabilito di dover devastare con l’acido i volti dei suoi ex compagni o quando ha pensato di evirarne uno che è riuscito a sottrarsi alla lama del coltello che la signora impugnava solo grazie alla propria prontezza di riflessi.
È davvero per questa donna – madre per caso o divenuta tale per calcolo ( perché le mamme di solito vengono trasferite in strutture meno dure insieme ai loro pargoli) che oggi si urla all’ingiustizia?
Chi chiede che le venga restituito il figlio appena nato – “perché il bambino non ha alcuna colpa” ed è vero – ha riflettuto sul fatto che è proprio per tutelare questo innocente che il Tribunale per i minorenni di Milano farebbe meglio a farlo adottare da una coppia sicuramente più sana di quella che l’ha messo al mondo?
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Ma gli italiani che trascorrono le giornate davanti alla tv sono disposti a farsi spappolare cervello e convinzioni e soffrono per il supplizio inflitto a questa sciagurata donna che tutto dovrebbe essere nella vita fuorché una madre.
Chi ha davvero tutta questa gran voglia di maledire le istituzioni che procurano danni ai nuclei familiari farebbe meglio a rivolgere lo sguardo altrove perché non faticherà a trovare pane per i suoi denti se solo decidesse di informarsi sul serio.
Gli basterebbe fare un giro in rete per rendersi conto che in Italia ci sono centinaia di bambini sottratti ai propri genitori troppo spesso per ragioni fumose e impalpabili; lo Stivale da nord a sud racconta orribili storie di sottrazioni di minori, centinaia di dolorose vicende di genitori che si sono imbattuti in operatori un po’ troppo solerti che per un niente hanno sentito l’obbligo di dover oltraggiare nidi che non meritavano di essere nemmeno sfiorati.
Come la terribile vicenda accaduta pochi anni fa a Trento per la quale nessuno gridò allo scandalo quando il tribunale dei minori decise di togliere ad una giovane mamma il figlio appena partorito perché guadagnava appena 500 euro al mese. Non aveva alcun disturbo di personalità questa donna, né problemi di tossicodipendenza, forse per questo giornali e tv decisero che la vicenda non era degna del minimo interesse e la notizia di quel bambino reso adottabile si perse tra le pagine dei quotidiani locali tra un trafiletto sulla ‘Festa del Vin’ e la dettagliata relazione sul ‘Palio del Raglio’ (corsa degli asini). tribunale-per-i-minori-ok-599x275
Neanche l’allontanamento dalla madre di un bambino autistico per essere collocato in una comunità che peggiorò in breve le sue già precarie condizioni di salute colpì le nostre belle anime: per questo caso – al contrario di quanto sta succedendo oggi con il figlio della diabolica coppia dell’acido – non ci fu alcuna levata di scudi.
Le famiglie per bene ingiustamente mutilate in Italia sono tante ed è accanto a queste che dovremmo schierarci e implorare clemenza, e non accanto a chi è finito in carcere per le selvagge aggressioni che ha ideato e realizzato .
(Tra l’altro il lavorio mediatico sul bambino Levato ha già prodotto i suoi benefici perché al contrario di quanto accadde alla giovane madre di Trento che guadagnava troppo poco, alla malvagia madre è stato concesso di vedere il suo bambino, di toccarlo e coccolarlo ogni giorno sia pure alla presenza di assistenti sociali in attesa di una collocazione definitiva).
È davvero da gentaglia di questa risma che desideriamo che un bambino venga educato? Che suggerimento potrebbe dare, tra qualche anno, mamma Martina al pargolo, quando il compagnuccio di banco rifiuterà di prestargli i pennarelli?
Anche questi son pensieri da mettere in conto.
Separare una donna spietata da un innocente è tutto fuorché crudele. Martina Levato non è una mamma speciale e non è speciale il suo bambino; non meritano alcun trattamento di riguardo solo perché hanno addosso telecamere e attenzione mediatica.
Dovremmo smetterla di farci rivoltare il cervello dai servizi dei tg confezionati ad hoc per chissà quale imperscrutabile disegno.