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Sculco, 2000 migranti sbarcati in Calabria dobbiamo farci sentire in Europa

Solo negli giorni con donne incinte e bambini
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“L’emergenza migranti sulle nostre coste sta mettendo a dura prova la capacità di fronteggiare gli sbarchi e diventa sempre più drammatica, se si pensa ai migranti morti da seppellire senza un nome. Gli ultimi sbarchi a Reggio, Vibo e a Crotone, danno la somma, in soli due giorni, di circa duemila persone in fuga con donne incinte e centinaia di minori non accompagnati. Tutto ciò – afferma la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco – ci deve indurre, prima che la situazione sfugga di mano, a farci sentire a Roma e in Europa con la necessaria determinazione. Il Consiglio regionale a giugno del 2015, su  mia proposta- aggiunge la Sculco-, ha approvato  all’unanimità un ordine del giorno in cui, pur ribadendo ‘il dovere di organizzare l’accoglienza’, ha sollecitato lo Stato e l’Europa ad occuparsi delle migrazioni dall’Africa e dal Medio Oriente. Al Governo chiedevamo di predisporre strumenti organizzativi e risorse adeguate a supporto ed a sostegno della gestione del fenomeno che oggi  pesa fortemente sul sistema delle autonomie locali, specie per quanto concerne i minori.  In quel documento – aggiunge la consigliera regionale –  il Consiglio regionale, per dimostrare di non voler accollare ad altri l’emergenza migranti, chiedeva sia l’applicazione della legge regionale del 2009, finanziandola adeguatamente, sull’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, ma anche che la Regione si dotasse di una programmazione complessiva e  inclusiva sia dei bisogni del momento che di un diverso approccio con i paesi da cui i migranti scappano anche per irrobustire le relazioni con l’altra sponda del Mediterraneo. Dopo tanto tempo, però, pur apprezzando la posizione ferma del premier Renzi in Europa, non abbiamo risposte confortanti”.

Aggiunge Flora Sculco: “Ritengo sia giunto il momento che la Calabria sostenga sì il Governo nella battaglia che sta conducendo per far cambiare passo all’Europa sempre più sorda e indifferente, ma spinga, nel contempo, perché a livello nazionale sia costituito un organismo unitario che consenta, come ha  proposto Milena Gabanelli, alla mano pubblica d riprendersi l’organizzazione, il controllo e la gestione dell’intera filiera, utilizzando cooperative e associazioni per svolgere solo funzioni di supporto. L’onere che le nostre città si stanno accollando – conclude Flora Sculco- è estremamente gravoso e richiede rimedi, attenzioni e provvedimenti ad hoc che non possono più essere rinviati. Provvedimenti urgenti,  sia per fronteggiare ‘la crisi umanitaria più grave dal dopoguerra’ che per evitare il caos. E nel caos, come sappiamo, non c’è trasparenza sugli affidamenti, i finanziamenti e il rispetto degli standard di erogazione dei servizi previsti da convenzioni e capitolati d’appalto, a parte i rischi rappresentati dal caporalato e dalle mafie”.