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Sel lamezia risponde duramente al capogruppo consiliare Armando Chirumbolo

E presenta un conto riassuntivo di cose finora fatte
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Non è certo un bollettino di guerra quello che stila il Circolo Sel di Lamezia Terme, anche se in termini politici vi si potrebbe adeguare. E, comunque sia, è un vero e proprio “vademecum” delle cose fatte, in risposta ad un precedente intervento che il consigliere comunale – e capogruppo del suo partito al Consiglio comunale – Armando Chirumbolo aveva indirizzato nei confronti della Giunta Speranza, impostandolo sulla più volte dibattuta questione del noto “dissesto comunale” che lascerebbe “tasse e debiti ai cittadini”.

Ovviamente il consigliere comunale di opposizione s’era riferito alla sentenza delle sezioni riunite della Corte dei conti, sentenza che, al di là delle sue “innovative” e singolari interpretazioni, dice semplicemente che il dissesto non c’è, non c’era, e chi lo ha sancito “ha sbagliato di grosso”, appunta la nota di Sel, che rimanda ancora: “e mettiamo da parte anche  i revisori, il cui parere non è vincolante e che quindi possono fallare, così come ha indirettamente sancito la stessa corte di Roma smentendo il dissesto e riconoscendo agli atti messi in essere dall’Amministrazione, come il bilancio, quella validità che i primi avevano negato”.

C’è però, fa osservare Sel, una evidenza, a tutte note cubitali, sull’operato di una Amministrazione che sembrerebbe avere le ore contate, stando almeno  agli annunci ed ai proclami fatti più volte dal Sindaco, in special modo nell’ultima riunione del Consiglio comunale. Fatti, non parole, sottolinea Sel che, come accennato, presenta a Chirumbolo, e a tutti i detrattori della Giunta Speranza, un bollettino delle cose fatte, attestabili, inconfutabili. Quali?

Preferiamo mettere le evidenze di Sel sotto una forma più semplice di lettura e di evidenza, riposizionando la sua elencazione:

  • Piazze sistemate (Piazza Mercato, P. Italia, P. Botticelli, P. Garibaldi, P. Mazzini);
  • Piazze nuove come quella di Capizzaglie;
  • Rotatorie e marciapiedi che sono segni di civiltà;
  • 50 km di fognature dove prima c’erano pozzi neri;
  • Palazzi storici ristrutturati e portati a nuova vita come Palazzo Nicotera, Palazzo Blasco, Palazzo Panariti, Palazzo S.Domenico;
  • Parchi come il parco Impastato e il parco 25 aprile a Scinà;
  • 10 km di illuminazione pubblica su strade prima completamente buie;
  • Sistemazione di strade e marciapiedi nel centri storici di Sambiase e di Nicastro;
  • Apertura  di un TEATRO, sì di un Teatro mentre altrove i teatri li chiudono, il Politeama, in una struttura che era destinata a sala convegni, ora vivo in una zona della città che era morta;
  • Acquisto e  ristrutturazione del ‘Grandinetti’ che diventa pubblico, sottratto al destino incerto di  una annosa vicenda giudiziaria: ora sono  ben 3 i teatri cittadini (pubblici), un record per la Calabria;
  • Il passo enorme fatto con la differenziata “porta a porta”, che tocca quasi 25 mila persone ed ha permesso alla città di limitare i danni dell’emergenza rifiuti regionale prodotta anche dai suoi amici politici, e che  la città di Lamezia è al primo posto tra quelle delle sue dimensioni nelle percentuali di differenziata: si facesse un giro, il consigliere Chirumbolo, a Cosenza, a Catanzaro, a Vibo, a Reggio,a Paola, etc.., città quasi tutte amministrate da suoi sodali politici, così vedrebbe in che stato sono con i rifiuti non solo in periferia  (come purtroppo succede a volte anche a Lamezia spesso per l’inciviltà di qualche residente), ma anche nel cuore delle città stesse!
    … ed ancora:
  • Castello normanno svevo e l’Abbazia benedettina, vestigia storiche che questa amministrazione ha fatto rinascere, aprendole alla fruizione dei cittadini con spettacoli e eventi di massa, o comprando e riprendo ( come sarà presto) il Bastione di Malta;
  • La nuova Biblioteca;
  • Il nuovo museo Archeologico;
  • Il museo della Memoria accanto alla chiesa Matrice;
  • Aperti nuovi spazi per socialità e cultura come quelli in palazzo S. Domenico o Nicotera, o Panariti, o nello stesso mercato nuovo Botticelli della zona di Sambiase.

La nota prosegue con considerazioni politiche a riguardo del Capogruppo di Forza Italia al Comune, prima di terminare con una riflessione su alcuni importanti servizi espletati dall’Amministrazione uscente. A tal proposito, Sel aggiunge e conclude:

Le imposte di Lamezia, che erano le più basse della regione, ora sono esattamente come le altre città calabresi di Vibo, Rende, Cosenza, Crotone, Reggio, o anche meno, o delle imposte della stessa Regione che di recente ha raddoppiato quelle sui rifiuti provocando la protesta dei sindaci. Con la differenza che in molte di queste città la tassazione al massimo esisteva da alcuni anni, introdotta sempre dagli amici politici di Chirumbolo, mentre Lamezia vi è ricorsa solo in extremis di fronte alle sollecitazioni della Corte dei conti. Senza considerare che Chirumbolo, che non ha votato il bilancio a dicembre, ha lavorato sempre per lo sfascio augurandosi, contraddittoriamente ( e ipocritamente), che il dissesto non venisse dichiarato salvo poi lavorare per farlo dichiarare, votando contro tutti gli atti che potevano scongiurarlo.