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Speranza, il nuovo commissario alla sanità annulli le ultime nomine

Dura presa di posizione dopo una interrogazione di Sel al Ministro della salute Lorenzin
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Speranza, il nuovo commissario alla sanità annulli le ultime nomine

A poche ore dalla nomina del nuovo commissario alla Sanità Calabrese, generale Pezzi, Gianni Speranza candidato per le primarie del centro sinistra dice la sua ed allega l’interrogazione di una parlamentare di Sel onorevole Marisa Nicchi, l’ultima in ordine di tempo che il suo gruppo ha effettuato sul problema gestione sanità in Calabria.

Finalmente dopo più di sei mesi, due nostre interrogazioni urgenti (in allegato l’ultima di ieri dell’on.le Marisa Nicchi SEL) e l’ennesimo scandalo delle nomine, il Governo si è deciso a nominare il “nuovo” Commissario per la sanità in Calabria. Prosegue Speranza ora annulli tutti gli atti illegittimi adottati dalla Giunta a partire dalle ultime nomine. Liberiamo la Sanità, liberiamo la Calabria.

Di seguito il testo dell’interrogazione dell’Onorevole Marisa Nicchi al Ministro della salute Lorenzin presentata ieri alla Camera dei Deputati.

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro della Salute

Per sapere, premesso che:la giunta regionale calabrese ha proceduto con le nomine dei commissari delle Aziende sanitarie calabresi. Dopo una riunione fiume nella quale non sono mancati i momenti di tensione, l’esecutivo guidato da Antonella Stasi ridisegna a tarda notte il management di Asp e Ao, nominando uomini e donne vicini ai vari schieramenti politici che attualmente governano (in prorogatio) la Regione;il governo regionale, non ha recepito gli stop arrivati dal ministero e dall’Avvocatura dello Stato, che avevano categoricamente escluso la possibilità che una giunta di fatto ospedale-2non legittimata (in seguito alle dimissioni di Scopelliti, che il consiglio regionale ha formalizzato il 3 giugno) potesse nominare i nuovi dg o, in alternativa, i commissari straordinari. Provvedimenti – come ha sottolineato l’Avvocato distrettuale – connotati da una forte valenza “politica”. Un aspetto ancor più rilevante se si pensa che la Calabria andrà al voto tra due mesi;il veto del Ministero ha una ragione fondamentale: «La giunta in prorogatio – chiarisce la nota diffusa dal ministero – non ha il potere di compiere atti di straordinaria amministrazione», anche in considerazione del fatto che «non è in discussione l’ordinato andamento della gestione presso le aziende sanitarie». La via indicata dal ministero è quella della “reggenza”, «riconoscibile in capo ai direttori amministrativi e sanitari» come prevede il decreto legislativo 502 del 1992;

Il ministero avverte e paventa possibili azioni penali contro un esecutivo riottoso: «Qualsiasi eventuale iniziativa della giunta regionale in prorogatio in questa materia che determinasse nuovi oneri amministrativi ed economici per la sanità calabrese, e conseguentemente per la finanza pubblica, sarebbe necessariamente e tempestivamente censurata dai predetti ministeri vigilanti nonché dall’organo commissariale per l’attuazione del Piano di rientro, cui è stato già dato mandato di assumere ogni idonea iniziativa per garantire la corretta attuazione del piano e la salvaguardia dei livelli sostenibili della spesa sanitaria regionale, ivi compreso il coinvolgimento degli organi giurisdizionali competenti».

Il governo nazionale, che ancora a distanza di mesi dalla condanna e dalle dimissioni di Scopelliti, non ha ancora nominato il nuovo commissario straordinario per la sanità in Calabria che con grande ritardo si è visto costretto ad annullare numerosi atti a firma di Scopelliti adottati anche dopo le sue dimissioni, non è utile rimandare ulteriormente; quali iniziative urgenti intenda intraprendere per garantire il rispetto del giudizio espresso dall’avvocatura dello Stato condiviso dal medesimo Ministero della Salute e dal Ministero delle Finanze; se non ritenga indispensabile ultimare il piano di rientro dal debito sanitario della regione Calabria seguendo le indicazioni espresse dal Ministero interrogato; se non ritenga di nominare immediatamente il commissario per il rientro del debito sanitario ed evitare così ulteriori danni erariali;