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Assaggio: Storia della Birra

... la bevanda più antica e più diffusa sul nostro pianeta.
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Presto! Portatemi una brocca di sidro affinchè possa bagnare la mia mente e dire qualcosa di saggio! 

Aristofane, 424 A.C.

La Birra è conosciuta ormai da millenni nei differenti continenti, anche se prodotta sempre diversamente in base alle tradizioni dei popoli: Sumeri, Babilonesi ed Egiziani usavano acqua e resti di pane; diversamente gli Indios dell’America Centrale, che utilizzavano mais come componente cereale, mentre nell’area asiatica s’impiegava riso. Per quei popoli la birra era un alimento di base in ragione del suo potere nutritivo e delle svariate possibilità di produzione, che lasciavano ampi spazi alle tante direzioni di gusto possibili. Inoltre veniva usata anche come “medicina” per il suo effetto inebriante che, ad esempio, era molto efficace contro il dolore. I popoli del Medio Oriente dedicarono alla bevanda, ai tempi della nascita della scrittura, propri simboli e geroglifici, testimonianza rimasta ai posteri che evidenzia l’importanza della birra.

Non molto amata da Greci e Romani e soprattutto usata come “medicinale” o “stupefacente”, poiché queste culture preferivano di gran lunga il vino, la birra godeva di grande popolarità tra i popoli celtici, scandinavi, germanici ed infine gallici all’interno dell’odierna Europa. In quest’area era parte integrante della vita quotidiana e l’alimento di base per eccellenza, seconda soltanto al pane. Inoltre la produzione del pane e della birra rimase un’attività svolta esclusivamente dalle donne di queste comunità fino all’inizio del Medioevo. Questo cambiò durante l’ultimo periodo prima del secondo millennio: la produzione di birra divenne poco a poco compito dei vari monasteri i cui monaci iniziarono a specializzarsi dal momento in cui appresero l’importanza dell’alimento come sostituzione del cibo durante i periodi di digiuno. 

La produzione della birra divenne in seguito un settore rilevante dell’economia medievale, tanto che nacquero diverse gilde (corporazioni), tra le quali quella molto esclusiva del mastro birraio. Tutto ciò si sviluppò partendo dalle città e specialmente dalle corti dei sovrani, i quali, visto che potevano concedere i diritti di produzione e vendita di birra a chi desideravano, introdussero nuove tasse riguardanti il commercio di birra, facendo inoltre chiudere vari birrifici monastici, rei soltanto di aver fatto loro troppa concorrenza. La causa di questa spietata competizione era dovuta alle fantastiche entrate assicurate grazie alla distribuzione della cervogia.

Dal momento in cui la sua qualità in generale iniziò a peggiorare, per colpa dei molteplici ingredienti inappropriati che venivano utilizzati per conservarla più a lungo e per alterarne il suo effetto, i reggenti iniziarono a emettere decreti e leggi per assicurarne la sua essenza. Il più famoso e decisivo di questi “editti” fu ed è il “Reinheitsgebot” bavarese, il più antico decreto relativo ad un alimento tutt’ora in vigore, che segnò la nascita della birra da noi conosciuta. 

Attraverso le scoperte scientifiche dei secoli seguenti, ad esempio la nozione della pastorizzazione e le invenzioni delle macchine refrigeranti e dei microscopi, vennero poi svelati i maggiori segreti per migliorare la produzione qualitativa di birra. La scadenza della birra e la riuscita della fermentazione non ponevano più problemi e quindi erano stati eliminati i più grandi ostacoli per la sua effettiva produzione ed il suo esporto in regioni lontane. Come i metodi di fabbricazione e le nostre vite in generale variano nel corso del tempo grazie alle sopraggiunte innovazioni, anche la birra stessa è cambiata e perciò è importante capire che quella antica poco ha in comune con quella medievale, mentre ambedue hanno nulla a che fare con quella attuale. Si può affermare con tranquillità che la “nostra” abbia una tradizione onorevole che conta 500 anni e che, come già espresso, nacque con il “Reinheitsgebot”. Per tutto ciò grazie a te, Gambrino, patrono di tutti i produttori di birra.

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