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Tre colori gustosi di Merendelle

Il frutto molto diffuso nel lametino e apprezzato a livello regionale va promosso e rilanciato
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Le nostre tavole in queste giornate agostane, spesso si riempiono di frutti particolari e ricercati, vellutati e deliziosi. Una prelibatezza che noi abbiamo diffusa da sempre, ma che non apprezziamo adeguatamente. Un frutto ricco di proprietà nutritive e rinfrescanti che nasce da un incrocio tra pesca e mela che era molto diffuso nelle nostro campagne, quelle del lametino e dei paesi limitrofi.

Ci riferiamo alle “merendelle” chiamate in vari modi: mirendelle, sbergia. Insomma un frutto che inizia a maturare a giugno e finisce ad agosto appunto. Il costo spesso è un pò elevato nei supermercati sia locali, ma anche in quelli regionali. La gustosità ed il radicamento lo ha fatto apprezzare nonostante la concorrenza sleale di ben altri prodotti. Forse anche il richiamo alle tradizioni di un tempo, ai gusti dell’infanzia o alla riscoperta della frutta locale ha fatto sì che non scomparisse. Certo no ha fatto il grande salto come altri prodotti.

In campo accademico la vicina università di Reggio Calabria lo ha studiato e fatto studiare, lo ha considerato. Una sua studentessa lametina ha dedicato a questo frutto una tesi di laurea per la triennale.

Emanuela Cittadino ha ricostruito aspetti scientifici, forma, colori e ci ha fornito utili informazioni. Insomma anche i giovani ed i futuri agronomi valorizzano la frutta locale. Nel territorio del lametino sono stimati sessanta ettari di produzione che vengono venduti oltre che con la grande distribuzione, anche al mercato generale di Germaneto.

Le qualità sono tre e sono denominate: Madonna di giugno, di luglio e di agosto. Il nome è ovviamente legato al periodo di produzione ed hanno anche un colore prevalente. Verde quelle di giungo, luglio rosa e bianca quella di questo periodo.

Abbiamo così imparato a distinguerle, tra l’altro come ci diceva un imprenditore agricolo la rosa è piuttosto recente come nascita. Un impulso maggiore alla sua diffusione e coltivazione l’hanno data i vivaisti siciliani e gli agricoltori isolani, che sono subito entrati in concorrenza con i nostri produttori obbligando ad un calo di prezzo.

I coltivatori calabresi, però, non hanno risposto differenziandosi ed associandosi, perdendo così pure quote di mercato. Qualche imprenditore lametino, per avere una maggiore resa economia, riesce a raccoglierlo maturo,quindi con un gusto più gradito ai consumatori e spunta quotazioni maggiori. Come molti produttori interpellati hanno lamentato il calo di margine su questo frutto, tipico della nostra zona e di parte della Sicilia.

C’è da fare qualcosa? I tecnici, l’università, le associazioni potrebbero sedersi attorno ad un tavolo ed avviare un’azione più incisiva per il rilancio della merendella.

La neo laureata Emanuela Cittadino scrive che a livello organizzativo ha bisogno di sempre maggiore specializzazione di imprese o loro aggregazione che sappino offrire frutti nelle migliori condizioni e qualità