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Tropea … è il nome di battesimo del gigante Boeing 777 della flotta Alitalia

L’importanza e le opportunità offerte dal prestigioso velivolo italiano. Una nota di Gianfranco Turino, Responsabile Centro Studi della UGL
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Nella geografia  dello spazio, la Calabria e i suoi luoghi turistici, sono un nomi che continuano a girare sulle ali di un velivolo con il messaggio di una visione di progresso infinito, mentre, di contro, nel nostro mondo spicciolo, esacerbato dalle situazioni di vita che colpiscono l’uomo comune,  tutto è silenzio. Eppure, anche se sopra di noi il buio e il vuoto dello spazio cancellano ogni possibile  luce dalla mente, le stelle continuano a brillare, portandoci una nuova immagine  del moderno collegato e legato alla nostra bistrattata Calabria, riproponendo  la creativa esistenza di uno spazio nei nostri tempi.

Non vogliamo fare del lirismo poetico, perché non siamo dei poeti, intendiamo riferisci ad un atto materiale e pratico, come centro studi, ci riferiamo ad  un aereo. Uno di quelli adibiti e prodotti per voli a lungo raggio capaci di percorrere il globo senza difficoltà. Si tratta di uno dei dieci Boeing 777 – 200ER della flotta Alitalia, la versione migliorata del Boeing 777 standard già in servizio presso quasi tutte le compagnie aeree del mondo. Il gigante siglato EI-DDH,  ha il nome di battesimo di una delle nostre più belle e ricercate località marine, infatti, è stato targato “Tropea”. Quello che ci deve riempire d’orgoglio, è la concretezza d’essere l’unico aeromobile, della flotta Alitalia, ad avere la livrea dell’alleanza skyteam, inserito in un pool di vettori formato dai colossi del settore. L’EI-DDH, pur essendo un velivolo italiano, è stato immatricolato all’Estero, battezzato Tropea per portare continuamente in volo la centrale calabra del turismo.

Tecnicamente ha una autonomia di 14.300 kilometri, una apertura alare di 61 metri per una lunghezza di 64 metri e per  una altezza di 18. Il suo peso a vuoto, ovvero senza bagagli, carburante e passeggeri, è di 138.100 kilogrammi, mentre a pieno,  registra un peso massimo al  decollo, di kilogrammi 297.550, indice perfettamente nelle norme, composto dal flusso del  carburante (serbatoi delle ali e centrale,per una superficie liquida di circa 171.200 litri) dai bagagli in stiva e dai passeggeri imbarcati. Un colosso dell’aria che nelle sue precedenti versioni poteva trasportare fino a 291 passeggeri, oggi, con le modifiche che gli sono state apportate, il “Tropea” arriva a contenerne ben 293 (30 in magnifica-Business, 24 in Classica plus-premiun economy e 239 in classica-economy).

L’EI-DDH è entrato in servizio, con la compagnia di bandiera, il 30 giugno 2004 ed è sempre stato, in giro per i cieli, a percorrere lunghi spazi intorno al mondo. La riflessione che nasce è l’amara constatazione di quanto poco apprezziamo il prodotto di casa nostra, sul quale siamo solo capaci di contestarne le funzioni e protestare per le sue capacità e prestazioni, facendoci sedurre da una esterofobia accesa, talmente radicata da non consentire una visione concreta della realtà. La politica dei rappresentanti nazionali, regionali, provinciali e comunali, invece di perdersi in mille inutili rivoli di contrasti e svanire nelle carte legali della giustizia, non ha mai pensato di fare in modo che, questo colosso del volo, con il suo nome calabro, potesse muoversi anche nel nostro azzurro pronto a lanciare ogni tipologia di  iniziativa. La scelta, di creare aerei dalla titolazione Alitalia Calabria, è suggestiva, con il Tropea, capofila, si sono precorsi i tempi aprendo un rapporto diverso per una costruttiva propaganda al turismo, unico bene utilizzabile, oggi, per questa nostra maltrattata  regione.

Gianfranco Turino