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Un allenamento all’amore per i luoghi e un esercizio per produrre bellezza

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Un allenamento all’amore per i luoghi e un esercizio per produrre bellezza. È stata questa l’esperienza del Festival #BorgoinFesta Giardini delle Esperidi, promosso dall’Amministrazione Comunale di Zagarise guidata dal Sindaco Domenico Gallelli e organizzato dalla direttrice artistica Maria Faragò, che si è reso possibile grazie alla partecipazione attiva di tutta la comunità. L’intero borgo ai piedi della Sila ha contribuito, infatti, ad animare per un weekend una festa corale.

Gli appuntamenti paesologici, coordinati dal poeta e scrittore Franco Arminio, sono stati la novità del festival. Un nuovo modo dinamico di fare cultura attraverso la musica, i cammini, la natura e la poesia. Sia i vicoli del borgo di Zagarise che le cascate di Campanaro hanno accolto gli ospiti in una cornice gioiosa e naturale, all’insegna dello “stare bene”. Poesie, performance teatrali e musicali degli artisti hanno portato la comunità ad apprezzare la paesologia, conosciuta come la possibilità di uno stile di vita arcaico quanto alternativo.

Un esperimento, sia meditativo che concreto, sulla possibilità di sostituire all’ossessione per la crescita, l’attenzione e la cura – nelle nostre attività quotidiane frettolose e disattente – nei confronti di un personale ecosistema.

Fermarsi a respirare l’aria più pura d’Europa, quella del Parco Nazionale della Sila, rappresentato al Festival da Ada Occhiuzzi, può modificare la percezione del mondo culturale in cui viviamo. Demolire le strutture che coprono il paesaggio, spesso oltre che non luoghi, orpelli inutili che intralciano la vista delle cose davvero importanti, è un incentivo l’amore per i luoghi, un sentimento sottotraccia a volte inconsapevole che #BorgoinFesta Giardini delle Esperidi ha voluto attualizzare.

Il prendersi cura dei piccoli luoghi cosiddetti “marginali” dove invece si può vivere bene, mangiare bene, respirare bene, ascoltare dalla voce degli abitanti l’origine di antichi valori e ritrovare un rapporto simbiotico con la natura che abbiamo perso, è stato il tema di molti degli incontri del festival con antropologi, economisti, giornalisti e scrittori che in modo non sempre tecnico, ma rispettando il concept “sentimentale” dell’evento, ci hanno suggerito le pratiche migliori per rallentare, per togliere il superfluo invece di aggiungere, che è la vera possibile rivoluzione del nostro tempo.

Gli amici paesologi, della Comunità provvisoria di Trevico, hanno entusiasmato il paese di Zagarise con la loro musica e il loro racconto delle belle iniziative che si svolgono ad Aliano. Al campanilismo, all’autoreferenzialità e alla chiusura come forma di tutela, si è sostituito il canto della bellezza e dell’accoglienza. Il dialogo, l’esempio con le altre piccole realtà, può solo arricchirci, può insegnarci a riempire i vuoti non con strade, ponti, centri commerciali, ma con l’ascolto della terra e delle esigenze della propria realtà.

Il turismo intelligente si sposta infatti dalle coste affollate e nevrotiche verso l’entroterra, verso ciò che è valore incompreso dagli stessi abitanti di quei luoghi. Per questo da Giardini delle Esperidi in poi, nella mappa dell’Italia interna c’è anche Zagarise con il suo Museo dell’Olio, la sua chiesa madre tardo-gotica, il Museo Marz di arte contemporanea presieduto da Luigi Verrino con opere d’arte di artisti del calibro di Picasso e Mimmo Rotella, c’è anche una Calabria interna, ricettiva nei confronti del nuovo, del bello e di un turismo pulito ed ecosostenibile per i quasi due milioni di turisti annuali che secondo i dati riportati da Maurizio Alampi, la nostra regione ospita.

A testimoniare il rapporto con il comprensorio Salvatore Tozzo, Vicesindaco di Magisano e architetto paesaggista che ci ricorda come non solo un buon 70% della Calabria è composta da piccoli paesi spesso al di sotto di mille abitanti, ma che tutta Italia trova le sue bellezze nei borghi, finalmente, negli ultimi anni, rivalutati dai flussi turistici più esigenti.

La fotografia di Antonio Cilurzo, il teatro di Imma Guarasci, Maria Faragò, Maria Teresa Guzzo, Joe Mannarino e Paolo Venturini, le poesie dei paesologi, di Anna Petrungaro, di Daniel Cundari, le letture dell’artista visiva Doris Maninger e le conversazioni di chiunque avesse qualcosa di interessante, costruttivo, e bello da dire in un programma work in progress, hanno fatto da contrappeso a incontri più specialistici sul turismo, sulla rivalutazione dei luoghi innanzitutto per noi calabresi e solo dopo per i turisti in un’esportazione della bellezza senza lucro o sfruttamento.

La voce ammaliante di Caterina Pontrandolfo, le sonorità etniche dei Damadakà, l’arpa di Daniela Ippolito, il sound etno-folk dei Sud Taranta, il jazz concettuale di Giorgio Minervino, la chitarra di ricerca di Livio Arminio ci hanno guidato mescolandosi alle campane del borgo e al suono dell’acqua delle cascate di Campanaro in un rito collettivo che restituisce alla terra quello che le abbiamo sottratto, contribuendo ad attualizzare la tradizione.

Con questo obiettivo è stato inoltre predisposto un programma dedicato ai ragazzi delle scuole medie coordinato dalla dirigente Teresa Agosto, coadiuvata dai docenti, con appuntamenti sulla natura, sull’educazione alla legalità, sul fenomeno del bullismo nelle scuole con un ospite d’eccezione, Nicola Gratteri, che li ha incontrati  per guidarli nel loro percorso di crescita e rispondere in un animato confronto alle loro domande.

Infine per i ragazzi, ma anche per gli adulti, la mostra micologica a scopo didattico a cura del Gruppo Micologico della Sila Catanzarese, in collaborazione con il Centro Comunale Anziani di Zagarise.

Francesco Bevilacqua, Mauro Minervino, Pierluigi Pedretti, Alfonso Bombini, Pino Soriero sono state voci importanti per la (ri)scoperta della Calabria che abitiamo, mentre Franco Arminio e tutti i poeti che ci hanno regalato qualche momento delle loro creazioni ci hanno restituito un nuovo sguardo sulla Calabria che abita in noi.

Grande empatia per l’incontro di Francesca Porco con il libro “Sangue rosa” (Pellegrini Editore) presentato da Marisa Raimondo sulla condizione femminile dal femminicidio alle donne vittime del sistema patriarcale delle mafie.

L’etnobotanica di Carmine Lupia, collaboratore della BBC per documentari naturalistici, ricca di aneddoti antichi e attuali sulla biodiversità della natura calabrese, dalle rarissime piante tropicali alle rocce, e la presentazione di eventi culturali importanti per la paesologia come La luna e i Calanchi di Aliano o il Cleto Festival organizzato da Franco Roppo Valente, hanno dato dimostrazione di una Calabria positiva e aperta al nuovo che riflette sul piccolo borgo per trovare un centro più grande e una visione comune per il futuro.

Dibattiti e riflessioni hanno animato i Pranzi d’Autore, anch’essi un momento culturale importante: prodotti a chilometro zero, dall’olio alle mele di produttori locali hanno permesso agli ospiti di assaggiare nuovi sapori e profumi, che assuefatti dalla grande produzione, non ricordiamo quasi più. Gli eventi culturali hanno coinvolto attivamente i cittadini stranieri, che hanno preparato piatti tipici dei paesi di provenienza, una forte testimonianza delle buone prassi di  integrazione culturale che contraddistinguono la nostra regione, con particolare attenzione alle minoranze linguistiche che storicamente insistono sul territorio come gli arbëreshë, gli occitani e le comunità grecaniche.

La comunità zagaritana, dai ragazzi delle scuole agli anziani, passando per numerose associazioni tra le quali Natural Village, la Zagara, Nuova Civiltà, San Pancrazio, Ada e non solo, hanno accolto con affetto, nutrendo sia concretamente con degustazioni di piatti locali, sia moralmente con il loro entusiasmo, un esperimento poetico e paesologico prezioso per tutti, che coniuga lo sviluppo culturale con quello turistico, ma soprattutto con una nuova tendenza emotivo-sentimentale, con la consapevolezza che il bello in senso artistico e umano si crea e nasce anche in luoghi ritenuti piccoli dalle leggi della geografia globalizzata.

#BorgoinFesta Giardini delle Esperidi le ha sostituito in tre giorni una geografia dell’anima, non più solo immaginata, ma reale perché comune e condivisa dalle istituzioni, dagli organizzatori, dagli artisti intervenuti e dai cittadini calabresi.

Il progetto Giardini delle Esperidi è co-finanziato dalla Regione Calabria POR-FESR 2007/2013.