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Una Task Force per salvare il Mar Tirreno

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Ci sono dei crimini che nel tempo si sono incancreniti ed estesi a macchia d’olio. Per combatterli si è quindi ritenuto opportuno e giusto affrontarli, con più forze ed in sinergia, attraverso delle task-force ove fossero coinvolti più territori, più istituzioni, più intelligenze e più esperienze.Il mare sporco è un crimine che sta uccidendo il nostro mare ed il turismo e l’economia ad esso legati.

Ad affermarlo è Nicotera, segretario cittadino dell’UDC, il quale sottolinea ” il sudiciume pervade in lungo ed in largo il litorale tirrenico. Trovare le cause ed i colpevoli di questo, oramai atavico, stato di cose non può essere un compito lasciato agli sforzi di singole, seppur valide, unità”. Per l’esponente dello scudo crociato descrive il Tirreno, dall’alto cosentino fino a Vibo,  come un mare impraticabile in determinati orari della giornata “pochi lidi rimangono indenni dalla sporcizia e, se così è, lo devono a fortuiti fattori contingenti, quali l’ubicazione o un gioco di correnti. Purtroppo Lamezia Terme, nonostante per quanto ci è dato sapere il suo depuratore funzioni a regola, subisce un flusso di correnti che fanno confluire nel Golfo il pattume che arriva da altri Comuni anche lontani”. Nicotera, successivamente passa ad elencare le cause del mare sporco, il primo fra tutti i depuratori ” spesso tali impianti sono gestiti da società private alle quali, magari, diversi amministratori pubblici distratti non versano le quote dovute dai loro Comuni (somme pagate regolarmente dai loro concittadini) preferendo, ignobilmente, spenderle in sagre e feste paesane. Non avendo grosse liquidità le stesse società private non possono provvedere alla giusta ed opportuna manutenzione o, ancora, non possono aggiustare gli eventuali guasti. In altri casi ci troviamo, invece, dinanzi ad impianti di depurazione tenuti scientemente e lucrosamente in maniera maldestra che,  invece di depurare, inquinano”. Per il segretario uddicino la seconda causa del mare sporco è da rinvenire nei numerosissimi pozzi neri di singole abitazioni, di interi fabbricati, di stabilimenti e di strutture varie “gli scarichi di tali immobili, anziché essere collegati al sistema fognario, riversano il tutto direttamente nel terreno, in mare o lungo fiumi e torrenti. E’ importante, pertanto, che vi sia un accurato controllo del territorio attraverso l’individuazione degli scarichi abusivi fissi e mobili”. Altre cause sono i fiumi che non vengono ripuliti, che riversano in mare tutto quanto, e la taratura delle fognature comunali sui residenti in inverno, mentre in estate la popolazione quadruplica.

Nicotera, dopo l’analisi dell’esistente, passa alla proposta

occorre creare una task-force che si occupi del nostro mare e della sua salute in maniera permanente e non solo all’arrivo o sul finire dell’estate. Un gruppo di lavoro che coinvolga le migliori menti, energie, competenze ed esperienze delle nostra regione e cioè i magistrati delle Procure della Repubblica di Paola, Lamezia Terme e Vibo Valentia, i Carabinieri del NOE, i tecnici e funzionari dell’ARPACAL, le diverse Polizie Provinciali, la Guardia Costiera e le Capitanerie di Porto, l’Assessorato Regionale all’Ambiente, i Sindaci dei territori coinvolti, i volontari di Legambiente ed altre associazioni ambientaliste, nonché tecnici del settore. Tutto ciò affinché sotto un’unica cabina di regia, attraverso monitoraggi, indagini, interventi preventivi e di bonifica, studi, controlli, si pongano rimedi e soluzioni ad un problema non più rinviabile che rischia di uccidere per sempre la nostra già debole economia ed una delle più belle risorse naturali calabresi, come il nostro amato mare.