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Unioni Civili: ideologia relativista

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Anche in Città si è aperto il dibattito sulle unioni civili. L’argomento è stato oggetto dell’incontro, che si è tenuto il 28 febbraio presso il Salone vescovile Giovanni Paolo II, promosso dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali e dal Forum Diocesano della Famiglia e che ha visto la presenza del Vescovo Mons. Luigi Antonio Cantafora.

I lavori sono stati moderati dal Presidente della Consulta Prof. Alfredo Saladini, relatore l’Avv. Giancarlo Cerrelli, Consigliere Centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, introdotto dal Presidente Forum Associazioni Familiari Provincia di Catanzaro Ing. Carlo Bernardo.

L’apertura dell’assise si è svolta con la riflessione di Monsignor Cantafora che sottolineava come: “Abbiamo bisogno di una fede capace  di esprimere un giudizio sulla realtà e le leggi della società civile che non sono una  cosa di poco conto, esse sono le mura le garanzie  di un popolo,  sono quei paletti che fomentano il bene comune e il benessere della nostra società.

Lo Stato, continua il Presule, è chiamato a riscoprire la sua dignità di legislatore e non deve essere mosso da un desiderio di parte o di singole persone, guai a crocifiggere la società e il bene comune  per il desiderio dei soggetti.

E’ un dovere dei cristiani intervenire nel dibattito  come cittadini, che nasce dalla fede cristiana nella consapevolezza della parola del Vangelo.

Anche per questo il Papa ha richiamato i parlamentari cattolici ad esprimersi secondo la coscienza ben formata in materia.

Ecco il mio augurio, conclude Mons. Cantafora, che la fede che professiamo faccia sorgere un giudizio sulla realtà e sulle cose, coerente con la verità che conosciamo in Cristo.”.

Il Presidente del Forum delle Associazioni Familiari ha presentato la sua associazione, sottolineando come “sia spinoso trattare il tema delle unioni civili, che non è facile districarsi in questa legge. Il Forum, continua, è un’associazione di associazioni che abbraccia tutto il territorio nazionale”  ed esprime la “contrarietà alla legge sull’unioni civili perché consente una mercificazione della donna con la pratica dell’utero in affitto”; e conclude dicendo che “la pretesa del diritto al figlio delle coppie omosessuali viene a cozzare con un altro diritto quello della vita che nasce, che ha il diritto ad una famiglia con un padre e una madre ed il loro affetto.”.

A seguire l’Avvocato Cerrelli si è cimentato in una magistrale relazione di cui si dà conto in ampi stralci.

“Per capire la legge sulle unioni civili, bisogna partire facendo una premessa che ci fa capire a che punto siamo “che ora è” cioè mi riferisco in quale situazione la nostra società si trova. E’ importante chiedercelo perché “chi sbaglia storia sbaglia politica”. Dunque ci troviamo in mezzo ad una battaglia culturale ed evidentemente in una battaglia  di tipo soprannaturale. Questo è importante per chi è responsabile dell’evangelizzazione e per chi è un soggetto politico, infatti se non si comprende dove ci si trova si sbaglia azione. Il Papa Emerito Benedetto XVI il 12 settembre 2012 affermava che “emergono due modi di vivere in rapporto dialettico tra loro: il primo lo potremmo definire il sistema di Cristo a cui l’assemblea è felice di appartenere; il secondo il sistema terrestre anti-regno ed anti-alleanza messo in atto dall’influsso del Maligno, il quale ingannando gli uomini  vuole realizzare il mondo opposto a quello voluto da Cristo e da Dio”.

Agli uomini il compito di discernere per poter collaborare con l’uno o l’altro sistema. Dobbiamo capire dal punto di vista sociale e culturale dove ci troviamo. La nostra cultura, la nostra società è improntata a quello che definiamo relativismo, cioè quella filosofia che afferma che non esiste una verità assoluta, ma che ci sono tante verità quanti sono gli uomini.  Le conseguenze del relativismo sono queste: l’individualismo in una “società liquida”- Zygmunt Bauman- con evidente ricaduta nella comunicazione che è divenuta di tipo virtuale. Per superare la solitudine si cerca una “botta di vita”.  In una società dell’emozioni e del desiderio tutto ciò che emoziona ha un valore e quello che non emoziona viene messo da parte.

Oggi si pensa che l’emozione sia alla base del rapporto matrimoniale ed in mancanza di questo saremo legittimati a chiudere il rapporto. Si sta cercando surrettiziamente di mettere al centro della famiglia il cuore,  il sentimento,  il desiderio, l’affetto, certo tutte cose buone perché umane! Ma se si usa solo il cuore e non si usa anche la ragione si va a sbattere. Come mai c’è questa cultura? Perché ci sono correnti culturali che lavorano per favorire una rivoluzione culturale.

Oggi è messo in discussione il concetto stesso di natura e di conseguenza quello di normalità, fino a giungere a posizioni estreme di richiesta. Un  movimento politico, che utilizza il web per attrarre consensi, chiede al Parlamento italiano che approvi il matrimonio tra persone dello stesso sesso; una seconda proposta che auspica che il Parlamento approvi il matrimonio tra più persone; per giungere ad una terza proposta inquietante in cui si dice che auspica che si approvi il matrimonio tra più specie, cioè tra l’uomo e l’animale ma ad una condizione, che ci sia il consenso dell’animale.

Allora se siamo giunti a questo estremo, si nega il concetto che non esiste più una verità assoluta. Se è così oggi siamo in presenza di una crisi antropologica ed una esaltazione dell’autodeterminazione. Questo cosa vuol dire? Si vuole raggiungere la  felicità costi quel che costi. Oggi il diritto più tutelato è quello dell’autodeterminazione della donna che si estende fino al potere di poter “far fuori” l’essere umano che porta nel suo grembo. Ecco ci rendiamo conto di cosa ci sta accadendo? Oggi per questo diritto all’autodeterminazione, anche nelle famiglie si è pronti a schiacciare il diritto degli altri componenti della famiglia, pur di raggiungere la propria felicità.

E’ importante capire queste tendenze culturali e giuridiche che mirano innanzi tutto a depotenziare la famiglia. Papa Francesco quando era ancora Cardinale a Buenos Aires, alla vigilia dell’introduzione del matrimonio omosessuale in Argentina, ha scritto nel 2012 una lettera alle Carmelitane in cui dice: “E’ in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre, figlio. E’ in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga  con un padre e con una madre. E’ in gioco il rifiuto totale della legge di Dio incisa anche nei nostri cuori. Qui pure c’è l’invidia del Demonio attraversa la quale  il peccato entrò nel mondo: un invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, di moltiplicarsi e dominare la terra. Non siamo ingenui. Questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e di ingannare i figli di Dio.”

Continua il Papa nel suo discorso alle famiglie a Manila -16 gennaio 2015-  “Esistono colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia, non vengono da Dio vengono da fuori e per questo dico che sono colonizzazioni, così come famiglie dobbiamo essere molto molto sagaci, molto abili, molto forti per dire “no” a qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica della famiglia.”.

Oggi viviamo in una democrazia che a me piace chiamare totalitaria, con la presenza di lobby che ci inducono a pensare in modo politicamente corretto, che cercano di instaurare il pensiero unico del relativismo e chi non pensa in questo modo è messo da parte, emarginato e combattuto.

Oggi si sta assistendo all’omosessualizzazione della società, come una esplosione. Ma badate bene questa omosessualizazione è indotta con un trasbordo ideologico inavvertito. Vi sono dei metodi di persuasione di massa e uno di questi è la cosiddetta “finestra di Overton” (The Overton Window) citata dal Card. Bagnasco nella prolusione del 30 settembre 2015. Che cosa è? E’ un metodo di comunicazione-persuasione suddiviso in sei stadi che porta il corpo sociale dall’inaccettabile di un dato comportamento alla loro piena legalizzazione. Secondo tale metodo ogni campo sociale può essere infranto: si passa così dall’inaccettabile all’accettabile. Ecco pensiamo all’omosessualità cento anni fa, esisteva, ma era impensabile il matrimonio omosessuale. Così si è giunti a far pensare a favore dell’unioni civili.”.

Un altro aspetto che ha sottolineato l’Avv. Cerrelli è quello della teoria gender secondo la quale a determinare la sessualità non è il dato biologico ma quello culturale:

“A questo proposito viene citato l’emblematico caso portato alla ribalta dal libro edizioni paoline: “Bruce, Brenda e David. Il ragazzo che fu cresciuto come una ragazza”. Questa è una storia di un caso realmente accaduto. Questa storia ci dimostra come a prevalere è il dato biologico e non quello culturale.”.

Si giunge così alla conclusione dell’assise, affidata al responsabile dell’Ufficio Famiglia della Diocesi di Lamezia Terme Padre Gianni Dimiccoli, citando il passo di San Paolo (Lettera ai Romani 12,2) in cui si rammenta:

“Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto”.