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VILLA, sospensione Siclari – Dieni: “Il governo è complice”

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«Il governo è complice di chi a Villa San Giovanni ha voluto calpestare le regole». È quanto ha affermato la deputata del M5S Federica Dieni nel corso del question time alla Camera dei deputati.

Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha risposto a un’interrogazione presentata dalla parlamentare sulla legittimità della nomina del vicesindaco di Villa San Giovanni, Maria Grazia Richichi, effettuata dal sindaco neo eletto Giovanni Siclari, condannato per abuso d’ufficio e sospeso di diritto secondo quanto prevede la “legge Severino”.

Il ministro Finocchiaro ha infatti affermato che «sembra ragionevole ritenere che il sindaco abbia legittimamente proceduto alla nomina del vicesindaco».

Questo perché – ha chiarito – «la giurisprudenza ha affermato che la sospensione decorre dalla comunicazione del prefetto», che, in questo caso, è avvenuta il 13 giugno, cioè il giorno successivo alla proclamazione degli eletti e alla nomina di Richichi da parte di Siclari.

Il ministro ha però ribadito che «eventuali profili di illegittimità possono essere fatti valere in sede giurisdizionale» e ha sottolineato come la vicenda di Villa San Giovanni presenti «profili molto gravi, perciò la Prefettura assicurerà la massima vigilanza sul funzionamento dell’ente».

Dieni si è detta assolutamente insoddisfatta dalla risposta: «Non vi è dubbioha spiegatoche la legge Severino abbia alcuni limiti, dato che non prevedeva casi come quello registrato a Villa San Giovanni. Immagino che si ritenesse che la decenza dovesse impedire che qualcuno che fosse già sospeso, o in condizioni tali da venire immediatamente sospeso, come un condannato per abuso d’ufficio, si candidasse per fare il sindaco. Ebbene la nostra classe politica non è decente, e non è certo una scoperta. Questo caso si è prodotto e non si può far finta di nulla. Non possiamo tollerare che attraverso un escamotage, condito da una buona dose di ignavia da parte di chi doveva vigilare, si possa aggirare una legge che era nata per fare da argine contro l’occupazione delle istituzioni da parte dei condannati. E se questo governo non intende fare nulla, allora è complice. Complice del tentativo di smantellare gli argini contro il dilagare della corruzione nella politica, complice nell’infrazione continua delle regole da parte di chi occupa posizioni di potere. Tutti siamo uguali dinanzi alla legge e non può essere che la politica sia più uguale degli altri. Il caso di Giovanni Siclari che, da condannato e sospeso, del tutto indisturbato si fa eleggere e nomina una sostituta per guidare un Comune, getta infamia sulle istituzioni perché è uno schiaffo allo Stato di diritto e al primato della legge. E la questione della competenza è relativa, perché spettava alle strutture di governo sul territorio, al prefetto, non consentire che la nomina del vicesindaco venisse effettuata, intervenendo immediatamente per ricordare che la sospensione operava dall’istante in cui il Siclari veniva proclamato sindaco. Non è stato fatto e ora si è dato avvio a un’amministrazione illegittima».

L’avvallo di questa situazione da parte dell’esecutivo – ha detto la deputata 5 stelle concludendo la sua risposta – «è la prova che non c’è interesse alcuno per impedire che, una sassata dopo l’altra, si abbattano le norme che ancora frenano l’invasione di corrotti e corruttori nella cosa pubblica. Potete usare belle parole, ma alla fine sono i fatti a definirvi. E il fatto evidente a tutti oggi è che di fronte allo stupro del diritto decidete di girarvi dall’altra parte».