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Weekend al Tip Teatro, replica di “Casi Clinici” e “Otello alzati e cammina” di Garbuggino/Ventriglia per conclusione Ricrii1

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Per il prossimo weekend il  Tip Teatro Circolo Culturale vedrà la realizzazione della replica di “Casi Clinici”, esito di Kalt cantiere laboratorio teatrale anno 2016/2017 e lo spettacolo “Otello alzati e cammina” di Garbuggino/Ventriglia,  ultimo appuntamento di Ricrii 15 rassegna di teatro contemporaneo.  Entrambi gli eventi sono a cura di Scenari Visibili Compagnia Teatrale ed è necessario prenotare.

Casi Clinici – Kalt cantiere laboratorio teatrale,  venerdì 2 marzo h. 20.00

Con: Antonio Carchidi, Antonio Saffioti, Dario Natale, Gianlorenzo Franzì, Kriss Cunego, Maria Rosaria Saffioti, Marianna Leone. Guida: Dario Natale

“Da un’offerta di testi nasce spontanea una galleria di volti, un rosario di uomini e donne “sopravvissuti” a qualcosa, nel fumo di un’alba post-atomica. Vengono poi soccorsi da due strani pellegrini che li “rinnovano” al ruolo di nuovi coloni di una vita che verrà”.

Otello alzati e cammina – Garbuggino/Ventriglia, Ricrii 15, sabato 3 marzo h. 21.00

Di e con Gaetano Ventriglia
Una produzione Compagnia Garbuggino/Ventriglia, Armunia, Rialto Santambrogio.
Maschera Isabella Staino.
“Quando un ideale vacilla è già crollato. A me interessa la tragicomica di Otello. Iago non è interessante, lui fa il lavoro che fa il mondo. Iago, con Amleto, avrebbe fatto una brutta fine. Il mio Iago dice: io sono l’azzeratore, io posso cambiare nome alle cose, ma allora tutto ricomincia da capo, tutto ricomincia da zero. Dimmi la tabellina dello zero. Zero per zero uguale zero. Bravo! Esatto. Hai visto? Inizio della storia, fine della storia. E io penso, senza dirlo: grazie al cazzo. Una tempesta, un’isola. Una tempesta porta Otello a Cipro per combattere i turchi. Ma i turchi sono tutti affogati prima ancora di arrivare. A Otello, adesso, tocca vivere. Mannaggia. Come fare? Se c’è una possibilità, la buttiamo via. Peccato. O forse…”

Quello di Ventriglia è “un teatro fatto di minuziose, talvolta impercettibili, trasfigurazioni di corpi e di cose”; un teatro onirico in cui la poetica di Pier Paolo Pasolini si fonde con la visionarietà di Eduardo De Filippo e la ricerca umana e spirituale di Fëdor Michajlovič Dostoevskij: sono infatti questi i tre modelli dichiarati e riconosciuti dell’attore foggiano, mischiati alla lezione performativa di Leo De Berardinis e Jerzy Grotowski”.
In seguito a questo spettacolo, Ascanio Celestini, in un articolo a lui dedicato, apre scrivendo “Il più grande attore del ventunesimo secolo si chiama Gaetano Ventriglia.” (“La ricotta di Otello” da I viaggi di Repubblica. Numero 521 – 9 ottobre 2008). Proprio Celestini lo vorrà nel 2010 per una piccola parte, quasi un cameo, nel suo primo lungometraggio cinematografico: “La pecora nera” tratto dal suo omonimo libro.”