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Callipo scrive a Renzi: Che delusione il tuo PD, dacci un segnale

Lettera aperta dell'imprenditore calabrese al presidente Renzi
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Caro Renzi faccia in modo che i calabresi riprendano fiducia in se stessi e continuino a credere in questa terra. Faccia in modo che riprendano coraggio ed entusiasmo e gridino: Io Resto in Calabria!

È quanto scrive in una lettera aperta al Presidente del Consiglio e segretario nazionale del PD Pippo Callipo, titolare del gruppo imprenditoriale leader nell’agroalimentare e anche nel turismo, già Presidente di Confindustria Calabria e anche candidato governatore nel 2010. Nella sua lettera al Presidente del Consiglio in carica, Callipo esordisce:

Ho sperato che affrontasse il problema Calabria con la stessa determinazione che l’ha contraddistinta nell’affrontare altri problemi nazionali e all’interno del PD. Invece, purtroppo, così non è stato; una cocente delusione per me e per tanti cittadini calabresi, nel constatare come si sta trattando la “questione Calabria” circa le prossime elezioni regionali. Il suo braccio destro e vice-segretario, lunedì 30 giugno, in assemblea a Lamezia Terme fa il “Ponzio Pilato”.
Ossia: Roma non interferisce nelle vicende calabresi. Bene; ringrazio insieme a tanti calabresi per questa autonomia che ci viene riconosciuta. Come dire: fate come il polpo, cucinatevi nella vostra stessa acqua

Pippo Callipo non nasconde la sua amarezza:

Sembra la stessa strategia del precedente segretario, Bersani, che nel 2010, al mio invito di venire in Calabria, per rendersi conto da vicino dello stato delle cose e prendere in mano la situazione, mi rispose: non posso venire in Calabria, perché c’è una situazione molto complessa. E per la Calabria, in quella tornata elettorale, finì come finì. Oggi lei, che parla da sempre, fin dall’inizio della sua ascesa politica, di rottamazione, di nuovo, di cambiamento, di donne e uomini nuovi, ci lascia in mano alle persone responsabili di questi ultimi trent’anni di amministrazione fallimentare. In nessuna azienda privata ben amministrata potrebbe succedere una cosa del genere

L’imprenditore definisce:

Aberrante pensare che per i prossimi cinque anni avremo al timone comandante e marinai che hanno già fatto finire la nave sugli scogli. Queste persone alle quali lei, attraverso il suo vice segretario, Guerini, ha dichiarato “la non interferenza”, secondo me non meriterebbero la sua fiducia. Hanno contribuito alla distruzione della vita socio-economica della nostra meravigliosa regione. Continuano a tenerla sotto scacco e nello stato di grande bisogno, perché solo così possono “gestire” le persone e continuare a salvaguardare le loro immeritate carriere politiche. Ovviamente non tutti; ma la maggior parte sì. Qui non ci lasciano crescere, non vogliono lo sviluppo economico, non vogliono che si crei vera occupazione perché solo così possono gestire la popolazione calabrese. I giovani e le menti continuano a lasciare la regione in cerca di occupazione e “loro” questo vogliono, perché così non si crea una classe intellettuale che li contesti

Callipo conclude la lettera aperta a Renzi:

In una poesia, Nicola Giunta di Reggio Calabria scriveva “nani su’ iddi e vonnu a tutti nani”. Questa è la triste verità alla quale, violentandoci psicologicamente e moralmente, ci dobbiamo abituare. Mi appello a lei perché solo lei in questo momento, ha in mano il destino della nostra regione. Si voterà, così pare, in autunno in Calabria. Riparta da qui, dal profondo Sud, con la sua rivoluzione! perché tutta l’Italia ci guarderà con attenzione. (Io parlavo di rivoluzione molti anni addietro). Faccia in modo che i calabresi riprendano fiducia in se stessi e continuino a credere in questa terra. Faccia in modo che riprendano coraggio ed entusiasmo e gridino: Io Resto in Calabria!