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Elezioni europee e futuro da attendersi

Un bel puzzle da ricomporre ed una affascinante sfida per tutti
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Gli italiani chiamati alle urne, assieme a tutti gli altri cittadini dell’Europa Unita, hanno espresso il loro orientamento politico, rimanendo quasi del tutto fuori da tutte quelle risposte che invece da loro si aspettavano sugli interrogativi di fondo “Europa SI o Europa NO. Riscontro, questo,che sarebbe stato molto utile di fronte a spettri secessionistici e che riprenderemo a breve, volendo ora privilegiare l’aspetto squisitamente politico su quanto le urne hanno consegnato alla storia.

Analizziamo i dati:

Elezioni Europee 2009
Partito Voti Seggi
PDL 35,30% 29
PD 26,12% 21
LEGA NORD 10,21% 9
IDV 8,00% 7
UDC 6,51% 5
Altri 1

Percentuale votanti: 65,50% – Non votanti 34,95%

Elezioni Europee 2014
Partito Voti Seggi
PD 40,81% 31
M5S 21,16% 17
FI 16,82% 13
LEGA NORD 6,16% 5
NCD-UDC 4,38% 3
TIPRASS 4,03% 3
Altri

Percentuale votanti: 58,68% – Non votanti 41,32%

Primo punto di vista
Con uno scenario politico quasi completamente rivoluzionato, e con il Movimento dei Grillini presente sullo scenario politico nazionale da poco tempo, siamo obbligati a raffrontare i dati risalenti alle POLITICHE 2013, così schematizzati:

Partito Percentuali
M5S 25,56%
PD 25,43%
PDL 21,56%
SCELTA CIVICA 8,30%
LEGA NORD 4,09%
Altri

Percentuale votanti 75,20% – Non  votanti 24,80%

Secondo punto di vista
Saltano in evidenza due sconfitte politiche significative: quella del M5S che si voleva attestarsi su alti indici percentuali di preferenze; e l’altra riguarda Forza Italia.
Sul carro del vero vincitore sale trionfante (e quasi inaspettatamente) il PD di Matteo Renzi con un consistente 40,81% di consensi, contro il 21,16% del M5S, il cui dato peggiora quello conseguito alle Politiche del 2013, attestato al 25,56%.

Terzo punto di vista
Berlusconi non ce l’ha fatta ad arginare la forza dirompente di Matteo Renzi, che  guarda dall’alto in basso sia il partito del Cavaliere che il Movimento di Beppe Grillo. E’ vero che, molto probabilmente, la sconfitta berlusconiana veniva auspicata (anche dallo stesso Berlusconi) attorno alla percentuale del 20, 21%; ma è anche vero che non si aspettava un calo così vistoso attestato al 16,82%.
Ora tutti questi marchingegni devono essere conglobati in un contenitore europeo contraddistinto da una sorta di fil rouge su cui disegnare l’intera road mapp di una Europa ancora tutta da ricostruire, ( e forse anche da pensare e disegnare).

Sarà un bel puzzle da ricomporre ed una incerta sfida da affrontare con coraggio, perché in campo sono già scesi – agguerriti – coloro che da una parte invocano politiche europee di grosso spessore; e, dall’altra parte, coloro che faranno di tutto pur di non perdere le loro speranze verso un azzeramento dell’euro e in un trinceramento dentro forme di politiche nazionalistiche.