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Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia come il famigerato “Triangolo delle Bermude”… da evitare per tutti i viaggiatori.

Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena - Gruppo Consiliare Udc – analizzano l’importante problematica Riceviamo e pubblichiamo
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Lamezia Terme e nello specifico Nicastro, Sambiase e l’hinterland lametino non possono rimanere fuori da un equo e lungimirante piano dei trasporti.
La Calabria già di suo, per responsabilità del Governo centrale e di Trenitalia, viaggia a “scartamento ridotto”.

Oggi però non possiamo permettere che pure nella nostra regione si possano concepire due metodologie, due tipi di mezzi di trasporto e, soprattutto, due diverse velocità.
Si programmano e si mettono in campo sistemi integrati di trasporto e conurbazione fra Cosenza e Catanzaro e fra Catanzaro e l’aeroporto di Lamezia Terme, certamente opportuni, ma che da soli risultano monchi e penalizzanti.

Purtroppo, così facendo, e tutto ciò non è assolutamente possibile, si “isolano” – scientificamente ed ulteriormente – territori assai popolosi come quelli del lametino.
Oggi Nicastro e Sambiase, assieme a diversi centri dell’hinterland, sono isolati da Trenitalia con un sistema di trasporto assurdo e pessimo.

A tal proposito, ci chiediamo: che fine hanno fatto le richieste che abbiamo inoltrato al Comando della Polizia Municipale di Lamezia Terme ed al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro per chiedere l’effettuazione di un immediato sopralluogo atto alla verifica degli immobili, tenuti in pessimo stato di manutenzione, delle stazioni ferroviarie di Nicastro e Sambiase?

Ma il punto è: perché isolare decine di migliaia di cittadini?

Perché uccidere il possibile futuro di migliaia di giovani che avrebbero, anzi hanno, il diritto-dovere costituzionale di studiare, con gli stessi mezzi e le stesse opportunità degli altri coetanei e conterranei?

Lo stesso commercio e gli altri settori produttivi, per finire alla stessa collettività, risulterebbero vilipesi da un sistema di trasporti che rende (giustamente) funzionali ed attrattive le altre Città e denigra, offende ed isola la nostra.

Orbene,  deve finire il tempo delle parate e delle parole, tutti (nessuno escluso) i rappresentanti  istituzionali calabresi e lametini, in ogni sede istituzionale, devono e dovranno battersi fino allo stremo per evitare che i nostri territori siano uccisi “per sempre” da un diseguale, penalizzante e “Piano di trasporti”.

Sappiamo che la Regione Calabria ed i nostri rappresentanti nazionali e regionali sapranno tutelare il nostro territorio.

Ci sembra di tornare indietro al 1970, quando la Fiat, la Piaggio o altri gruppi industriali nazionali “bypassavano” la Calabria con i loro insediamenti ed investimenti che si fermavano ai nostri confini e, saltando la Calabria, finivano poi direttamente in Sicilia.

Questo per Lamezia Terme non sarà possibile, mai più.

La nostra battaglia civile in tal senso non dovrà conoscere limiti e confini.

Un vero sistema infrastrutturale, integrato e completo dei trasporti non può bypassare Lamezia Terme, il suo hinterland e la sua gente.

Altrimenti è meglio chiudere la Città e magari metterla in quarantena.
Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena – Gruppo Consiliare Udc