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STRANI INTRECCI TRA LA ‘NDRANGHETA E LA “CUPOLA ROMANA”. SOSPETTATO UN TERZO ELEMENTO.

Gli interventi dei carabinieri, disposti dal Gip di Roma su richiesta della procura distrettuale antimafia, sono stati eseguiti nelle province di Roma, Latina e Vibo Valentia.
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Affondando il bisturi tra le piaghe incancrenite provocate dalla ‘ndrangheta, questa volta in combutta con la nota “cupola romana”, i carabinieri del Ros stanno portando man mano alla luce quel che c’è sotto al collegamento tra alcune cooperative che – in sinergia di intenti e di azioni- era stato messo in atto dalla “ndrangheta” e, appunto, della “cupola romana”.

In base a tali indagini è emerso che ci sarebbero interessi comuni tra di loro, come la gestione di appalti e degli immigrati.

Nelle ultime ore è stata perquisita una terza persona implicata in questi intrecci.

Gli interventi dei carabinieri, disposti dal Gip di Roma su richiesta della procura distrettuale antimafia, sono stati eseguiti nelle province di Roma, Latina e Vibo Valentia.

Le indagini avrebbero dimostrato, sottolineano gli inquirenti, come gli indagati, ritenuti organici all’organizzazione ‘Mafia capitale’, abbiano assicurato il collegamento tra alcune cooperative gestite da Salvatore Buzzi, sotto il controllo di Massimo Carminati, e la cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), egemone nel territorio vibonese.