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Operazione Perseo, prosegue il processo

Nuova udienza nel tribunale di Lamezia Terme
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Prosegue il processo Perseo, con l’intendo di ricostruire l’organigramma della cosca lametina Giampà e con l’arresto di 65 persone.

Oggi nuova puntata al Tribunale di Lamezia Terme. L’aula è stracolma e il processo inizia con quasi due ore di ritardo per l’attesa del detenuto Davide Giampà, proveniente dal penitenziario di Parma. Presenti solo due dei cinque testimoni previsti per oggi.

Il primo è il Maresciallo Salvatore Marrapese, chiamato a testimoniare sull’indagini effettuate nei confronti della cosca Giampà, sul tentato omicidio di Pasquale Gullo e Pasquale Torcasio, e infine sulla posizione di Andrea Crapella (anch’egli arrestato nell’operazione Perseo).
Le indagini del Maresciallo partono dall’informativa Cerbero, depositata nel 2011, quest’ultima avrebbe portato alla luce la cosca Giampà, gli atti estorsivi, lo spaccio di sostanze stupefacenti e vari omicidi. Omicidi da collocare nella guerra tra le due grandi cosche lametine: Giampà e Cerra-Torcasio-Gualtieri.
L’informativa ha portato, dunque, a vari arresti, tra i quali Angelo Torcasio, diventato poi collaboratore di giustizia ed iniziatore della fase dei pentiti, per giungere poi all’operazione Medusa e per ultima quella Perseo.

Il Maresciallo viene incalzato dai vari avvocati difesensori, alcuni di loro mettono in discussione la bontà dell’indagini facendo riferimento ad una probabile fuga di notizie o a metodi discutibili utilizzati durante gli interrogatori. Il Pm chiarisce che non è sotto accusa né il Maresciallo Marrapese né l’unità operativa dei Carabinieri.

Per quanto concerne il tentato omicidio di Pasquale Gullo e Pasquale Torcasio, il maresciallo Marrapese non dà ulteriori dettagli, a seguire: le particolarità dell’evento è stato infatti il maresciallo Farina, chiamato a testimoniare oggi ma assente in aula.

Sulla figura di Andrea Crapella, viene descritta come affiliato alla cosca Giampà. A prova di questo, ci sarebbero dell’intercettazioni raccolte durante i colloqui di Aldo Notarianni (anch’egli affiliato Giampà) nella casa circondariale di Lamezia Terme. Il Notarianni colloquiando con moglie e figli avrebbe più volte citato il Crapella, indicandolo come facente parte del loro gruppo.

Il secondo testimone è Giuseppe Curcio, chiamato a rispondere sulle dichiarazioni da lui rilasciate dopo il tentato omicido di Pasquale Gullo e Pasquale Torcasio, nel quale il Curcio è rimasto coinvolto.

Curcio racconta infatti di essersi fermato a salutare Gullo, che era in compagnia del Torcasio, in via dei bizantini, e solo pochi minuti dopo sarebbe sopraggiunta  una moto con due uomini a bordo, uno dei quali avrebbe iniziato a sparare colpendo Giuseppe Curcio alla schiena. Quest’ultimo sarebbe caduto per terra, mentre gli altri fuggivano e l’uomo armato che li inseguiva. Il Curcio avrebbe poi solo sentito gli spari. Non riuscendo a rialzarsi avrebbe sentito la moto allontanarsi e, pare ricordare, che quella moto non avesse la targa. I due uomini avevano il volto coperto dal casco.

L’udienza si conclude con le dichiarazioni di Giuseppe Curcio.
Il Presidente conferma la prossima udienza a venerdì 11 Luglio, dove saranno sentiti altri testimoni, tra i quali il Maresciallo Francesco Farina, e i Brigadieri Vincenzo Pezzella e Leonardo Virdò.