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Sacal, Federica Dieni (M5s): «Oliverio si assuma le sue responsabilità»

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«Mario Oliverio sta recitando la parte dello “sbadato di Germaneto”, ma noi non dimentichiamo che è stato proprio lui a perorare la gestione unica degli aeroporti, poi affidata a Sacal».
È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni.

«L’inchiesta della Procura della Repubblica di Lamezia Terme – aggiunge la parlamentare – oltre ad aver fatto luce su appalti irregolari, sta scoperchiando un sistema clientelare che ha spolpato le casse della Sacal per favorire amici e parenti di politici e manager, in barba a qualsiasi principio di meritocrazia. Un sistema nel quale, secondo quanto emerge dagli atti, avrebbero avuto un ruolo non secondario anche esponenti di primo piano del Pd. Intercettato dagli inquirenti, è lo stesso presidente di Sacal Colosimo, in merito alla “campagna assunzioni”, a dire “il governatore ne ha dieci”».
«Ovviamente – continua Dieni – tocca alla magistratura accertare eventuali reati in capo ai vertici della società e al famelico gruppo umano che le ruotava attorno. È già possibile, però, formulare giudizi prettamente politici e rilevare che, nonostante l’indagine fosse già stata avviata e malgrado i bilanci della Sacal evidenziassero forti sofferenze, il governatore Oliverio si spendeva fortemente per la gestione unica dei tre scali calabresi, in questo spalleggiato anche dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Come per magia, il bando Enac, poi annullato da una sentenza del Tar e oggi in vigore grazie alla sospensiva concessa dal Consiglio di Stato, ha infine previsto premialità per quelle società che avessero presentato offerte per entrambi i lotti di Reggio Calabria e Crotone, cioè Sacal».

«Il risultato – aggiunge la deputata 5 stelle – è sotto gli occhi di tutti: i tre aeroporti sono oggi nelle mani di una società il cui vertice è stato azzerato dalla magistratura. Sono più che fondate, dunque, le preoccupazioni in merito al futuro non solo dello scalo di Lamezia Terme, ma soprattutto del “Tito Minniti” e del “Sant’Anna”, la cui esistenza, dopo mesi e anni di crisi, è più che mai a rischio».

«Di fronte a tutto questo – conclude Dieni – lo “smemorato di Germaneto” non può far finta di niente e, more solito, lavarsene le mani. Oliverio deve ammettere il fallimento della sua politica aeroportuale e trovare, nel più breve tempo possibile, le soluzioni necessarie per garantire la prosecuzione delle attività degli scali. Di quegli stessi aeroporti che lui ha voluto affidare a una società su cui era doveroso avanzare qualche dubbio preventivo».