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Speranza non vuole larghe intese e boccia le ultime nomine regionali

E' critico con Oliverio e Callipo che non chiedono la data delle elezioni.La Regione deve tornare ad essere ente programmatore
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«A oltre 5 mesi dalla condanna di Scopelliti, in Calabria ancora non sappiamo quando si andrà a votare per il rinnovo del Consiglio regionale e su questo fatto scandaloso e anomalo c’è un silenzio assordante in Calabria e, con qualche eccezione, anche in Italia: perché gli altri due candidati non dicono una parola su questo punto?».

Lo ha detto Gianni Speranza, candidato alle primarie del centrosinistra, incontrando i giornalisti a Lamezia Terme.

«Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi deve sapere che c’è un pezzo Italia che, dal suo viaggio a Scalea ad oggi, vive al di fuori delle regole della democrazia. E’ già scandaloso votare a novembre, quando in un mese il consiglio regionale avrebbe dovuto sciogliersi e consentire nuove elezioni, è fuori dalla grazia di Dio votare oltre novembre».

Sulle ultime nomine della giunta regionale, Gianni Speranza parla di “un’infornata da pizzeria”:

«Ogni giorno si continuano a fare nuove nomine e s’ipoteca la vita dei calabresi. I consiglieri regionali del centrosinistra che avevano detto che si sarebbero dimessi hanno continuato in un andazzo sbagliato.Dopo anni di opposizione inadeguata a Scopelliti, sulla quale i due candidati del Pd alle primarie non dicono nulla, continuano come se nulla fosse a partecipare a consigli regionali farsa».

E sempre sulla mancata indizione delle elezioni, Speranza rilancia:

“Perché i due candidati del Pd non dicono nulla sul fatto che non si sa ancora quando si vota, su un Consiglio regionale che non poteva sciogliersi per fare cose importanti e invece ha fatto solo chiacchiere? Forse perché entrambi sono sostenuti da molti protagonisti di un centro sinistra vecchio e inadeguato”.

Per il sindaco di Lamezia le larghe intese sono da tenere lontane

magari stringendo rapporti con i Gentile e con tanti altri esponenti, vicini al centrodestra, nelle varie province.Se dovesse prevalere una ipotesi del genere il nostro no sarebbe netto e lavoreremmo per un’alternativa. E’ evidente che non decidendo la data del voto, si cerca di intorpidire le acque delle prossime regionali, si cerca di cementare dei rapporti che porteranno al trasformismo tipicamente calabrese con personaggi che hanno appoggiato Scopelliti pronti a riapparire in una nuova collocazione. Questa deriva va fermata una volta per tutte. La regione ha bisogno di una cura dimagrante “drastica” è questo il principale punto che deve stare a cuore a chi vuole bene alla Calabria o a chi ha intenzione di governarla. La Regione deve ritornare ai suoi compiti costituzionalmente previsti: programmazione e legislazione, trasferendo invece poteri, deleghe e risorse ai comuni che in questi anni sono stati completamente abbandonati. Dimezziamo gli stipendi e le indennità dei consiglieri e dei dirigenti regionali equiparando lo stipendio di un consigliere regionale a quello del sindaco di Reggio.In una regione che tutti gli indicatori disegnano come la più povera d’Italia, come confermato anche dai recenti dati Svimez, è necessario partire da qui, fare della Regione non il luogo dello spreco e del privilegio. Basta con le fondazioni gestite come bancomat e in modo clientelare e personale.

Infine l’esponente di Sel lancia un messaggio ai pentastellati, nell’auspicio di una possibile collaborazione.