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Ancora la parabola evangelica di Zaccheo domina la scena sulla Convocazione Nazionale del RnS in corso a Rimini (Mons. Lambiasi)

La sintesi del saluto del Vescovo Francesco Lambiasi
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Ancora la parabola evangelica di Zaccheo domina la scena sulla Convocazione Nazionale del RnS in corso a Rimini (Mons. Lambiasi)

Zaccheo si nasconde all’arrivo di Gesù  che irrompe sulla sua condizione, mentre Gesù  “lo accolse pieno di gioia”.

Mentre lasciamo che i commenti pubblicati ieri continuino a scavare fin dalle profondità  del nostro cuore, le parole del messaggio di  Mons. Lambiasi richiedono altri suggerimenti e si rivolge a quel popolo che è  approdato a Rimini ” per mettere  il cuore  sotto carica e fare un pieno  di gioia. Ora vorrei provare a pennellare  rapidamente almeno tre note di una gioia  cristiana di buona lega.” Quali?

La prima è  la gioia della FILIALITA‘. È  lo Spirito Santo che ci fa sentire – non soltanto sapere – che non siamo schiavi, condannati a vivere sotto l’implacabile minaccia del sibilo terrificante della frusta del padrone. Non siamo orfani, abbandonati a un destino cinico e baro.

Gesù  ci ha detto che Dio è , si, l’l’Onnipotente,e però  è  Padre , e per amore si è  reso Onni-impotente.

La seconda nota è  la gioia della FRATERNITÀ /SORORITA’

È  l’Emmanuele.  Siamo figli  teneramente e tenacemente  amati dal Padre suo e Padre nostro. Siamo stati creati per  amare e cantare per sempre,  non per sopravvivere.

Siamo poveri grumi di cellule, sperdute in un pianetino  sperduto,  dove non c’è  più  né  alto né  basso, dove fa sempre più  freddo.

Siamo figli , e perciò  siamo fratelli e sorelle, con il genoma  della comunione nel nostro DNA.

La terza nota è  la gioia della CONTEMPLAZIONE.

GESÙ   ci ha insegnato a pregare il Padre nostro “che è  nei cieli.  Per Gesù  i “cieli” evocano il carattere verticale del mistero del Padre, ne misurano la dimensione sconfinata, ne snodano l’abissale  profondità .

Bisogna saper contemplare l’azzurro profondo,  squillante.  Bisogna farsene accendere gli occhi, lasciarsene invadere il cuore.

Bisogna saper ascoltare il silenzio, assaggiarne  il sapore delicato, accogliere la quiete rigenerante,  fin nelle pieghe più  riposte dell’anima . Puo’ essere un momento di calma in casa, nella penombra di una chiesa, nella frescura del bosco,  nella brezza del mare”

S.E. Mons Lambiasi sottolinea a questo punto che altre sottolineature dovrebbero essere indicate a proposito della GIOIA CRISTIANA,  come : la gioia della vocazione, la gioia della comunione, della evangelizzazione, della festa, del perdono e del servizio.

“Oggi  noi siamo davanti a un bivio drammatico : o imbocchiamo  il sentiero della gioia,  o non ci rimane che affondare nelle sabbie mobili della noia. Ma  come fa un cristiano”, si interroga ed interroga Mons. Lambiasi  arrivando alla conclusione del suo intervento, ” spento e triste a portare un messaggio di gioia? Non è  forse una contraddizione in termini?”