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Bilancio Reggio, Dieni: “Basta inciuci, la minoranza dica da che parte sta”

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«Non è più tempo di gattopardismi né di forme di opposizione posticce: i consiglieri comunali di minoranza di Reggio Calabria dimostrino di voler davvero mandare a casa la fallimentare amministrazione Falcomatà». È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni.

«Diversi esponenti del centrodestracontinuahanno confermato di non aver ricevuto nei termini di legge il bilancio consuntivo 2016. Esistono, perciò, le condizioni per avviare specifiche azioni legali affinché l’approvazione del rendiconto sia dichiarata nulla da un tribunale della Repubblica. Uno scenario, questo, che chiuderebbe anzitempo l’esperienza della disastrosa giunta Falcomatà, dal momento che non potrebbero più essere rispettati i tempi concessi dal prefetto per licenziare definitivamente un bilancio che avrebbe già dovuto essere approvato entro il 30 aprile».

«La presunta opposizione consiliare, però – aggiunge Dieni -, sembra aver imboccato la strada della finta contrapposizione a un modello di governo che, in due anni e mezzo, ha annichilito le speranze di crescita di un’intera città. Le iniziative della minoranza – che ha annunciato la presentazione di esposti a Prefettura e Anac – dimostrano solo la volontà di non disturbare il conducente e la cattiva coscienza di chi contesta solo formalmente un sistema di potere, per poi scendere a patti con esso».

«L’unica azione davvero incisiva – prosegue la deputata 5 stelle – è quella del ricorso al Tar. Il tribunale amministrativo, nel rispetto delle leggi violate da Falcomatà, a quel punto non potrà che riconoscere i diritti calpestati dei consiglieri comunali e, di conseguenza, invalidare un bilancio già di per sé raffazzonato e ultimato per il rotto della cuffia».

«Solo in questo modo – conclude Dienii consiglieri di minoranza potranno dimostrare di essere davvero all’opposizione rispetto al Pd di Falcomatà. Ogni tentativo di segno diverso celerebbe soltanto la volontà di inciuciare per conservare la poltrona e di mantenere in cabina di regia un governo cittadino retto dai soliti consociativismi e dalle più sconce intese sotterranee».