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Color Fest 2: La pioggia non ferma la prima serata

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La pioggia non ferma Color. Nonostante l’instabilità meteorologica che ha caratterizzato la giornata abbia fatto nascere nei partecipanti qualche timore, alle ore 18.30 la pioggia ha abbandonato completamente il cielo di Lamezia, regalando una serata non calda ma serena.

A riscaldare i giovani che in massa hanno raggiunto l’anfiteatro del parco Mitoio da tutta la Calabria e da varie parti d’Italia, ci ha pensato la musica, quella buona.  I line up che i direttori artistici del Color hanno, con maestria, composto è riuscita a conferire all’evento un sapore d’irripetibilità e di unicità, trasmettendo, così, ai partecipanti, la consapevolezza di esser parte attiva di uno spettacolo eccezionale.

Tanti i partner del ColorFest, presenti ognuno con il loro stand: Popper, fanzine nata a Vibo Valentia ma presente in tutta la Calabria, che ha disegnato l’insegna del festival e proiettato un live drawing sulle montagne di Caronte; Babooshka; Radio Bombay,web radio di Perugia; Terramarique, brand lametino che realizza magliette con grafiche richiamanti la Calabria; Officine Sonore; Dissonanze studios, centro di produzione audio in località Savutano; l’AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla; e anche stand di prossimi eventi che si terranno nel comprensorio lametino, Curinga Music Festival, Eco Faggeta Festival, e Suoni Pindarici.

Da qualche anno a Lamezia sta avvenendo una rinascita per quanto riguarda la musica indipendente. “Che cosa sono le nuvole”, l’associazione che ha organizzato il Color, ha portato in città molti nomi importanti di questo panorama musicale: Capovilla, Colapesce, Di Martino, Brunori SAS, Nobraino, Cesare Basile, Niccolò Carnesi, Le officine della Camomilla, e tanti altri. Segnale di una rinascita culturale di una città che si è dimostrata matura per avere questa rinascita.

Queste le parole di Achille Iera, presentatore, insieme a Erminia Gullo, della serata. Sottolineando l’importanza dell’autofinanziamento del ColorFest, indipendente proprio come la musica che propone, i due giovani lametini danno il via allo spettacolo.

A salire per primi sul nuovo palco del Parco Mitoio, e dar così ufficialmente inizio alla prima giornata della seconda edizione del ColorFest, sono stati i Tomfool Project, band di Lamezia, formatasi nel 2012 e composta da ragazzi provenienti dalle più disparate esperienze musicali. Con il loro sound ruvido, arrabbiato, potente, nerboruto, hanno scaldato il pubblico infreddolito dall’umidità causata dalle piogge del pomeriggio, e rianimato gli animi in attesa dei big della serata.

Ed ecco i Marta sui Tubi, con il loro indie rock folkeggiante. La band siciliana si formata nel 2002, pubblica il primo disco “Muscoli e Dei” nel 2003, questo è il disco di cui fa parte uno dei loro pezzi più belli: Vecchi Difetti, che è stato intonato da tutto il pubblico ieri presente. Nel 2004 il gruppo ha vinto il premio del Meeting delle Etichette Indipendenti come “miglior gruppo indipendente italiano”. Nel 2013 partecipano al Festival di SanRemo con il brano Vorrei, altra canzone che ha emozionato le centinaia di persone che hanno riempito l’anfiteatro lametino. Importante ricordare, inoltre, le loro collaborazioni con immensi artisti della musica italiana come: Lucio Dalla e Franco Battiato.

Il frontman del gruppo, Giovanni Gulino, individuando molte similitudini fra la nostra Calabria e la sua Sicilia, si dichiara entusiasta di poter partecipare a un evento come questo:

C’è bisogno di persone coraggiose come gli organizzatori di questo festival, che sono riusciti a inventare dal nulla una cosa così bella, dando così voce ad artisti che non hanno molti passaggi in radio o in TV, ma che cercano di dividere la propria passione con il pubblico. Sono poi molto contento oggi di dividere il palco con altri artisti meridionali.

È poi, infine, la volta della Brunori SAS. È forse lui, Dario Brunori, nativo di Guardia Piemontese (CS), l’ospite più atteso di questa prima giornata Color. Abbandonate le sonorità più elettroniche dei Blume, per uno stile più cantautorale, Brunori pubblica il suo prima lavoro solista nel 2009 “Vol. 1”. Il disco gli varrà il Premio Ciampi come “miglior disco d’esordio”.  Brunori è uno dei migliori giovani cantautori attualmente in circolazione, sapendo passare con nonchalance da canzoni più intimistiche e autobiografiche, a storie beffardamente malinconiche.

Molte le canzoni tratte dal suo ultimo album “Vol. 3 – Il cammino di Santiago in taxi”, ma tanti anche i classici del suo repertorio, che sono stati eseguiti e donati al pubblico che, contagiato dal fare istrionico dell’artista sul palco, si è messo, quasi interamente, a cantare e ballare allegramente. Canzoni con molti richiami alla nostra calabresità come Rosa, Guardia ’82, altre con echi più bohemienne come Italian Dandy, e poi Tre capelli sul comò; Lei, lui, Firenze, tutti brani che hanno reso unica e indimenticabile questa notte Fra milioni di stelle.