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Disoccupazione elevata condannano la Calabria all’irrilevanza

Lo sostiene il consigliere Flora Sculco
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Le percentuali raggiunte dalla disoccupazione in Calabria e in specie dalla disoccupazione giovanile, sono roba da far tremare i polsi. Sono intollerabili. Minano l’equilibrio sociale già di per sé disgregato, inaspriscono le diseguaglianze interne, rompendo il patto tra generazioni, e quelle esterne tra i nostri giovani e i giovani del resto del Paese. In più, incidono pesantemente sulla qualità stessa della democrazia. Con questi numeri la Calabria è condannata all’irrilevanza. Non volerlo capire – asserisce la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco – e tardare ad occuparsene con soluzioni non transitorie e contingenti, tra l’altro palesemente approssimative e inefficaci, ma con iniziative straordinarie e mirate che rimuovano nodi strutturali e ritardi storici, è da irresponsabili. I dati Eurostat 2015 che indicano la Calabria come la regione con il più basso tasso di occupati in Europa, ci dicono che, se non invertiamo la rotta, subito, tutti e insieme, si è destinati a diventare terra di confine. Un’isola da evitare: come hanno fatto i flussi turistici nel corso dell’estate. Una regione in cui è difficile arrivare ma è facile scappare, come appunto stanno facendo migliaia di giovani. Abbiamo, inoltre, dati Bankitalia sull’economia calabrese, una percentuale (50 per cento) da capogiro dei giovani che non studiano e non lavorano e che si muovono a tentoni alla ricerca di un’opportunità senza alcun riferimento nelle istituzioni e senza alcun ascolto da parte della politica che, mai come in questa congiuntura, sembra essere più occupata a risolvere i propri problemi piuttosto che quelli dei cittadini”. Ancora Flora Sculco: “Se in Italia le diseguaglianze sociali, da quando è iniziata la crisi più grave dal dopoguerra che ha tagliato un milione di posti di lavoro, ha il volto dei giovani a cui è negato l’inserimento nel mercato del lavoro, nelle aree più svantaggiate come la Calabria questo aspetto della crisi assume forme acute. Dinanzi ai dati complessivi sull’economia regionale che si sommano alle tante emergenze tra cui la fragilità del welfare falcidiato da irragionevoli tagli lineari e l’impoverimento delle famiglie, è urgente che le Istituzioni svolgano la loro funzione con un supplemento di responsabilità e di concretezza. Come possono i nostri giovani interessarsi del futuro della nostra democrazia, se la realtà in cui vivono non riconosce loro i diritti costituzionali di base? L’auspicio – sottolinea la consigliera regionale – è che ci si occupi di un’intera generazione che rischia di restare impantanata nello scandalo sociale del precariato e nell’assenza di una prospettiva occupazione indispensabile per realizzare progetti di vita a medio termine. In questo senso, aldilà delle posizioni diversificate e dalle tante polemiche politiche, è urgente che nell’utilizzo delle ingenti risorse a disposizione della Regione si usi un’accorta valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sull’economia reale e segnatamente sull’emergenza disoccupazione giovanile. Alla Calabria non serve la spesa per la spesa, indiscriminata e in continuità con gli errori commessi nei decenni scorsi. E’ tempo – conclude Flora Sculco – di mettere le Istituzioni al servizio della Calabria, semplificando i passaggi burocratici e orientando la spesa su obiettivi determinati e verificando costantemente gli effetti dell’utilizzo delle risorse. Non serve a nessuno spendere, se non si ottengono risultati tangibili e finalizzati a dare alla Calabria una boccata d’ossigeno.