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La storia di una grande Impresa, La SAF (servizi automobilistici Foderaro)

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Il primo “postalino” – così chiamato perché portava anche la posta (nella foto sotto al viaggio inaugurale con gli amici di mamma e papà) ispiratore e protagonista nel finale di questo mio intervento.

PARTO DA LONTANO.
Mio padre, giovanissimo, primogenito di quattro fratelli, alla morte del padre, nonno Battista – ufficiale postale del paese – appena diplomato dovette darsi da fare per aiutare la famiglia.

C’erano molte spese e soprattutto bisognava mantenere all’università il fratello più giovane, Salvatore, (per poi vederlo laureato, magistrato, professore universitario, preside di facoltà a Perugia, titolare della prestigiosa cattedra di Diritto all’università la Sapienza di Roma, parlamentare per 6 legislature, sottosegretario di stato).

E così decise di espatriare, chiamato a New York da “zio John” (un parente della madre, nonna Teresa – una delicata Signora d’altri tempi sempre curata ed elegantissima – suonatore di oboe nella famosa orchestra filarmonica di NY) dove si trattenne per due anni lavorando in banca.

Al ritorno in Italia conobbe mia madre e la sposò. Mia madre aveva ereditato una tenuta agricola in territorio di Vena di Maida da dove proveniva la sua famiglia Boca/Del Giudice, a metà strada sulla vecchia statale tra Cortale e Nicastro (un suo pro-zio Boca partecipò da ufficiale alla spedizione dei Mille al fianco di Garibaldi)

Mi scuso per i ripetuti incisi: mi aiutano a sintetizzare.
Mio padre intanto riuscì ad ottenere la sub-concessione – o come si chiamava allora – della FIAT per il mandamento di Nicastro con ufficio in via Carducci, guarda caso lo stesso locale nel quale, a distanza di 70 anni, ho aperto la mia prima agenzia di viaggi! .

Ma nel campo dell’automobile non si fermò lì. Intravedendone lo sviluppo realizzò, da pioniere, uno dei primi servizi di trasporto di persone in Calabria – la linea Cortale-Nicastro – appunto col PRIMO “POSTALINO”.

Mio padre però si era innamorato della campagna. Dedicava tutto il suo tempo alla cura della sua uva, delle arance, dei pomodori, tutti prodotti veramente speciali di cui era orgogliosissimo.

Ancor più orgoglioso era d’aver vinto per due volte consecutive la “battaglia del grano”, che gli aveva procurato il privilegio di vedersi appuntare sul petto la medaglia-premio dalle mani di Mussolini.

Intanto, visto che di auto se ne vendevano poche, decise di passare la concessionaria a Peppino Tripodi, il meccanico che per suo conto aveva curato il servizio di assistenza.


I tempi, come sappiamo, sono poi cambiati e quello che rappresentava allora un peso è diventato un business importante, sviluppato con grande successo dal mio fraterno amico Nino.

La “linea” non dava molti frutti. Di passeggeri ve ne erano veramente pochi se non addirittura assenti tanto che, il più delle volte, l’autobus si fermava alla nostra campagna senza raggiungere Nicastro.

Rimaneva però molto utile poter portare a casa frutta, verdura e legna da ardere per la cucina, per il forno che avevamo in casa e i per bracieri.
E qui veramente chiudo sperando che sorrida con me anche chi avrà la curiosità di leggermi .

La “ditta” era indicata con l’acronimo SAF, tradotto pomposamente stava per “servizi automobilistici Foderaro”.
Ero piccolo ma ricordo perfettamente che quasi ogni sera, all’imbrunire, in un locale a 20 metri da casa, si riuniva il “gotha” del paese: il podestà, il medico, il farmacista, il segretario del fascio (mio padre), il direttore didattico, il maresciallo dei Carabinieri ed altra umanità.
Grandi discorsi ma soprattutto taglia e cuce.

E MIO PADRE, CHE PURE FACEVA PARTE DELL’ALLEGRA COMBRICCOLA, NON SI ERA SALVATO NEMMENO LUI DALLO SFOTTO’: IL MARCHIO SAF DIPINTO SULLE FIANCATE DEL POSTALINO VENIVA PARAFRASATO DA “SERVIZI AUTOMOBILISTICI FODERARO” IN “SERVIZI AUTOMOBILISTICI FRASCHE”.

 

fonte:Battista Foderaro

Fine  1° parte