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L’Europa comincia a fare la sua parte.

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La decisione di costituire un fondo europeo da cento miliardi di euro per fronteggiare la lotta alla disoccupazione è già un primo segnale che va nella direzione di mettere in campo misure tese a fronteggiare gli effetti della crisi economica provocata dalla pandemia. Ed è da apprezzare anche la decisione di rendere flessibile l’uso dei fondi comunitari, di sviluppo sociale e di coesione da parte delle regioni italiane, visto che anche lo scenario per cui erano stati programmati è profondamente cambiato. In particolare, la Regione Calabria deve essere in grado di accelerare le procedure di investimento, utilizzando e riprogrammando le risorse europee non utilizzate e che non hanno alcun impegno giuridicamente vincolante, cioè quelle che riguardano il periodo di programmazione 2000-2006 e 2007-2013. Parliamo di risorse ferme da lunghi anni che rischiano di essere perse e che in Calabria potrebbero ammontare, tra la flessibilità europea sugli attuali fondi comunitari e la ricognizione dei fondi degli anni 2000-2006 e 2007-2013, a oltre un miliardo e mezzo.

Investimenti che andrebbero a dare una prima risposta alla crisi economica e sociale scoppiata per l’emergenza Coronavirus. Un supporto concreto alle imprese, non solo come sostegno al credito ma anche per rafforzare il capitale circolante. Soldi che andrebbero utilizzati anche per dare un aiuto concreto ai lavoratori, per il sostegno agli ammortizzatori sociali, le integrazioni al reddito e per favorire maggiore inclusione sociale.

È chiaro che i fondi strutturali destinati al Sud dovranno restare tali. Va sgomberato il campo da ogni equivoco: non ci sarà alcuna distrazione o dirottamento territoriale delle risorse del Sud verso il Nord del Paese.

I circa nove miliardi del Sud, non ancora impegnati nell’ambito dell’attuale programmazione, potranno essere utilizzati per l’emergenza sanitaria e sociale causata dall’epidemia da Coronavirus, e per far fronte alle difficoltà economiche di imprese e cittadini. Le parole del ministro Provenzano sono state chiarissime.

Credo che nel prossimo consiglio regionale la Giunta debba essere in grado di presentare un Programma operativo per l’utilizzo di questi fondi. La soluzione potrebbe essere quella di mettere in campo un programma integrato delle risorse e delle misure disponibili a livello europeo, nazionale e regionale. Solo con questa sinergia la Calabria potrà ripartire, non dimenticando che ci troviamo di fronte a una evidente difficoltà visto che a dicembre dello scorso anno non è stato approvato il Bilancio e si sta operando con un Bilancio per dodicesimi. L’approvazione del Documento contabile è la prima condizione necessaria per poter ancora di più affrontare questo stato di emergenza sanitaria ed economica con tutte le risorse che la Regione dispone. È fondamentale, lo ribadisco, approvare il Bilancio regionale per evitare la gestione provvisoria che di fatto paralizzerebbe la Regione, non potendo più utilizzare tali fondi per nessun tipo di spesa. Parliamo di un Bilancio, tra l’altro, già fortemente compromesso e ingessato, visto che la Regione dovrà provvedere all’adozione delle misure consequenziali e più idonee per rimuovere le criticità segnalate dalla Corte dei Conti in sede di parifica di Bilancio.

L’unica leva che abbiamo in Calabria è quella degli investimenti e della riprogrammazione dei fondi comunitari. E dobbiamo farlo al più presto se vogliamo far ripartire la nostra Regione – in cui il rischio è un aumento vertiginoso delle diseguaglianze sociali, economiche, didattiche, sanitarie – anche attraverso misure di sostegno universale emergenziale, per dare una risposta immediata a tutti coloro i quali rischiano di essere emarginati sotto la soglia di povertà.

Carlo Guccione .Consigliere regionale PD