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Luciano Rimini, PRC : deboli con i forti e chiudiamo gli occhi sul suocero….

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E’ di pochi giorni fa l’esultanza, del ministro degli Interni Salvini e del parlamentare locale del suo partito, per l’operazione condotta dai carabinieri contro cinque rom responsabili  dei ripetuti incendi che hanno provocato i fumi inquinanti che si levavano dal  campo di Scordovillo.

Una indagine quella dei carabinieri che diversamente da ciò che si vuol far credere è iniziata ben prima dell’insediamento del governo penta-leghista e, quindi, non è ascrivibile a nessun intervento dell’attuale esecutivo ma semplicemente all’impegno degli organi competenti, a partire dalla magistratura.

Per fortuna siamo ancora un Paese dove i governi non hanno nessun potere di istruire indagini giudiziarie. Non vi è dubbio alcuno, comunque, che l’esito delle indagini avrà degli effetti importanti sulla qualità dell’ambiente e sulla salvaguardia della salute dei cittadini. Noi, in ogni caso, auspichiamo che si prosegua anche in direzione di quei soggetti che pur di evitare i costi dello smaltimento hanno fornito agli indagati i rifiuti non preoccupandosi minimamente, in nome del profitto, della salute dei cittadini e della qualità dell’ambiente.

I mandanti non sono affatto meno colpevoli degli esecutori.

Quello che strideva e non poco, nell’esultazione di  questi giorni, è che gli stessi esponenti che hanno elogiato i carabinieri non si sono mai occupati di farlo per le numerose indagini giudiziarie che hanno percorso la regione o quelle che hanno interessato la nostra città e che hanno messo a nudo, al di là degli esiti giudiziari, un quadro politico allarmante che ha prodotto lo scioglimento del consiglio comunale.

Si sono naturalmente guardati bene dal dare un giudizio netto e duro, non potevano fare diversamente, nei confronti di quel grande elettore di Salvini, l’ex sindaco di Reggio Calabria nonchè ex presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, oggi in galera per una condanna a quattro anni e sette mesi per falso in atto pubblico.

Ma, men che meno si sono profusi in attestati di stima per i carabinieri, della stessa compagnia di quelli che hanno eseguito l’arresto dei 5 responsabili dell’inquinamento, che pochi mesi fa hanno provveduto al sequestro di beni, intestati alla moglie del parlamentare Salviniano-leghista Furgiuele.

Sequestri di beni appartenenti alla famiglia di Salvatore Mazzei, suocero del parlamentare, oggi in carcere per una condanna a 4 anni e 2 mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso Vicende inquietanti che vedono coinvolti gli stessi che agitano quotidianamente la tolleranza zero, quelli che addebitano tutti i mali del mondo ai migranti. Quelli che la tolleranza zero non la agitano affatto quando si tratta dei potenti.

In un Paese dove, nel mentre si imbandiscono campagne contro poveri e stranieri, grazie alle leggi votate anche da questi signori, si garantisce una sostanziale impunità per le grandi evasioni fiscali, gli scandali economici, i morti sul lavoro, le truffe e le corruzioni. Il pugno di ferro nei confronti dei deboli e l’impunità per i ricchi e per i potenti, questa è l’Italia che vogliono.

Ma altrettanto allarmante è il silenzio che si sta consumando in questa regione e in questa città da parte di parlamentari, partiti, associazioni, sia su queste vicende che sulle pesanti inchieste giornalistiche che gettano ombre inquietanti sul voto calabrese alla Lega del ministro dell’interno Salvini.