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Sui buoni libro la confusione ci danneggia dice Benincasa

L'amministrazione non può nascondersi dietro la ragioneria del comune
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Ampia dichiarazione della consigliera Teresa Benincasa sulla questione estiva dei buoni libro mettendo in evidenza che la gestione sia stata lasciata troppo agli uffici e poco in sintonia con tutta l’amministrazione.

Concordo con il sindaco Speranza quando dice che sul piano dei sostegni economici per la fornitura dei testi, il Comune non può trattare i diritti in modo populistico e indiscriminato. Ma se vuole allontanare questo spettro, l’amministrazione deve stabilire una soglia che stabilisca regole a favore degli aventi diritto evitando di blandire metodi confusionari, che oltretutto provocherebbero un enorme disagio sulle famiglie, ingiustamente percepite come un peso per la spesa di bilancio. La revisione della spesa per la fornitura dei libri di testo agli alunni delle scuole dell’obbligo è molto più giusta rispetto al taglio lineare di iniziativa dell’assessorato. L’onere per la fornitura dei libri di testo deve essere garantito per le famiglie il cui valore ISEE è uguale o inferiore a Euo 10.632,94. E’ una regola che sebbene i tempi sono stretti va applicata con l’adozione di un bando e le relative procedure, come è stato osservato da altri Comuni. Non mancano le risorse professionale per garantire il necessario coordinamento amministrativo. Quello che serve è l’orientamento politico chiaro e deciso.

 

“L’Amministrazione non può nascondersi dietro la ragioneria del Comune o la scelta di uffici e dirigenti esposti al di fuori del compito istituzionale. L’assessorato all’ istruzione è una delega che risulta esercitata in sintonia con la volontà del sindaco ed emerge imbarazzante che lo stesso Benincasa_Teresa4non abbia difeso le ragioni che avevano motivato la formale comunicazione dell’assessorato ai dirigenti scolastici, per cedere alla gratuità indiscriminata, invocata da alcuni. L’interruzione della distribuzione delle cedole librarie agli alunni della scuola primaria per il ritiro gratuito dei libri di testo, non è né una leggenda metropolitana né un espediente elettorale per minare alla credibilità di Gianni Speranza. Dispiace dover registrare che ancora una volta, invece di una strada mediana della ragionevolezza condivisa, il sindaco abbia lasciato che una vicenda che attiene alla dignità di un servizio pubblico come l’istruzione, venisse esposta a tanta confusione.La confusione ci danneggia pesantemente sia politicamente che sul piano del sentire civico”.